Il Pantheon a pagamento? Parla il Rettore della Basilica

La pioggia di rose a Pentecoste al Pantheon
Foto: Daniel Ibanez/ Aci Group
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Per la prima volta nella storia, una “chiesa romana” potrebbe essere soggetta al pagamento di un biglietto d’ingresso. Questa sembra essere la sorte del Pantheon, il primo tempio pagano convertitosi in Chiesa all’interno dei confini dell’Urbe.

Come ci spiega l’Arciprete Rettore del Capitolo che gestisce oggi la Basilica, monsignon Daniele Micheletti, “si è arrivati a determinare l’introduzione del biglietto su richiesta del Ministero per i Beni Culturali, il quale vuole ammortizzare i costi relativi alla gestione del Pantheon”. Costi essenzialmente derivanti dalla gestione del personale - oltre 10 persone in servizio quotidianamente - che vedono un esborso annuale da parte dello stato di circa un milione di euro per la sua normale amministrazione”.

Fondato nel 27 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa - genero del primo imperatore di Roma: Augusto – il Pantheon sorge secondo tradizione proprio nel luogo dove morì Romolo fondatore della città. Difatti, nell’iscrizione fatta incidere dall’imperatore Adriano sulla facciata del tempio (120 d.C. – 124 d.C.) – lo stesso Adriano fu l’autore della sua ricostruzione a seguito dell’incendio che colpì Roma nell’anno 80 d.C. - si legge: “Marcus Agrippa, Lucii filius, consul tertium fecit “ (“Lo costruì Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta”).

Un “simbolo romano” che a partire dal mese di maggio – stando agli accordi finora presi tra il Vicariato di Roma e lo Stato italiano - si potrà visitare solo mediante il pagamento di un ticket. Seppur quest’ultimo – prosegue monsignor Micheletti – “sia stato contenuto al massimo (il prezzo fissato è di euro 2) bisognerà capire come verrà gestito l'accesso; tutto ancora in fase di studio. Si prevede di introdurre il biglietto il 2 maggio, ma la situazione è ancora molto fluida da un punto di vista pratico”. Difficoltà – come precisa l’Arciprete - “che non riguarda l’autorità ecclesiastica.

La Chiesa non prenderà nulla dal ricavato delle vendite dei biglietti, ma si è riservata soltanto di segnalare annualmente degli interventi che si rendessero necessari come manutenzione ordinaria o straordinaria della Basilica. Il Capitolo pertanto ha chiesto che i proventi dei biglietti siano utilizzati esclusivamente per la manutenzione e la pulizia della Basilica”.    

Un edificio il Pantheon - oggi Basilica di Santa Maria ad Martyres o Santa Maria della Rotonda - che in età moderna-contemporanea è divenuto anche uno dei testimoni e dei simboli culturali-storici maggiormente rappresentativi dell’Italia. Oltre a custodire al suo interno la tomba di uno dei massimi esponenti dell’epoca rinascimentale – Raffello Sanzio – e quello del primo re d’Italia – Vittorio Emanuele II -, che da questa Chiesa Maffeo Vincenzo Barberini - Papa Urbano VIII (1568-1644) - ricavò parte del bronzo che permise nel 1633 a Gian Lorenzo Bernini di completare il maestoso baldacchino della Basilica di San Pietro; nelle diverse “pasquinate” divulgate nel Seicento, proprio questo fu degli episodi che favorì la nascita della famosa frase satirica: “Quello che non hanno fatto i barbari, lo hanno fatto i Barberini”.

Particolarità quella del Pantheon che si manifesta anche in questa circostanza. Come ci spiega Micheletti, “il Vicariato tendeva ad evidenziare come il Pantheon dovesse risultare a Roma un situazione peculiare. Nella ‘città della Papa’ è stata fatta la scelta di non sottoporre a pagamento nessuna Chiesa. E il Pantheon è una Chiesa. L’eccezionalità dunque del pagamento di un biglietto per entrarvi doveva essere chiara. Nella convenzione che abbiamo firmato si è salvaguardata sia la libertà assoluta che la gratuità per le attività di culto e di religione della Basilica”.

A conclusione dell’intervista, l’arciprete vuole sottolineare come questa vicenda non minaccia in alcun modo l’integrità del Pantheon quale luogo di preghiera, e afferma: “Durante le attività di religione e di culto l’ingresso sarà libero, pertanto verrà sospeso ‘l’ingresso a biglietto’. Come di fatto già accade. La visita già non è possibile durante le celebrazioni, ma si può entrare solo per parteciparne”. 

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