Il Papa ai Focolari: "Vivere la spiritualità con coerenza e realismo"

"Per incoraggiarvi nel vostro cammino, desidero offrirvi alcune riflessioni, che suddivido in tre punti: il dopo-Fondatrice; l’importanza delle crisi; vivere la spiritualità con coerenza e realismo".

Il Papa con i Focolari
Foto: Vatican Media / ACI group
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"Per incoraggiarvi nel vostro cammino, desidero offrirvi alcune riflessioni, che suddivido in tre punti: il dopo-Fondatrice; l’importanza delle crisi; vivere la spiritualità con coerenza e realismo". Papa Francesco riceve questa mattina in Udienza i partecipanti all'Assemblea generale dei Focolari che si concluderà domenica 7 Febbraio e porge subito loro i punti fondamentali per proseguire in questo nuovo cammino. La presidente uscente, Maria Voce, presenta infatti al Papa la neoletta Margaret Karram . "Alla prima diciamo un grande grazie, è stato tanto brava e tanto umana; alla seconda un augurio di cuore, che va anche al Copresidente e ai Consiglieri, dice subito Francesco. 

Margaret Karram: cattolica, nata ad Haifa, in Israele, da una famiglia di origine palestinese. In Terra Santa, insieme al Movimento lì presente, ha contribuito a rapporti costruttivi di pace e di vera fraternità tra popoli spesso in conflitto. "Portare nel cuore la Terra Santa, sempre", dice il Papa.

Il dopo-Fondatrice. Il Papa inizia subito con il primo punto. "A dodici anni da quando Chiara Lubich è partita per il Cielo, siete chiamati a superare il naturale smarrimento e anche il calo numerico, per continuare ad essere espressione viva del carisma di fondazione. Esso richiede – lo sappiamo – una fedeltà dinamica, capace di interpretare i segni e i bisogni dei tempi e di rispondere alle nuove istanze che l’umanità pone. Quest’opera di aggiornamento è tanto più fruttuosa quanto più viene realizzata armonizzando creatività, saggezza, sensibilità verso tutti e fedeltà alla Chiesa. La vostra spiritualità, caratterizzata dal dialogo e dall’apertura ai diversi contesti culturali, sociali e religiosi, può certamente favorire questo processo. L’apertura agli altri, chiunque essi siano, è sempre da coltivare: il Vangelo è destinato a tutti, è fermento di umanità nuova in ogni luogo e in ogni tempo. Questo atteggiamento di apertura e dialogo vi aiuterà a evitare ogni autoreferenzialità, che non viene mai dallo spirito buono. È quello che auspichiamo per tutta la Chiesa: guardarsi dal ripiegamento su sé stessi, che induce a difendere sempre l’istituzione a scapito delle persone, e che può portare anche a giustificare o a coprire forme di abuso. L’autoreferenzialità impedisce di vedere errori e mancanze, frena il cammino, ostacola una verifica aperta dei procedimenti istituzionali e degli stili di governo.", commenta Papa Francesco.

Il secondo punto è l’importanza delle crisi. "Le crisi sono una benedizione, le crisi del bambino per esempio, sono importanti. C'è sempre la tentazione di trasformare la crisi in conflitto. Ogni crisi è una chiamata a nuova maturità; è un tempo dello Spirito, che suscita l’esigenza di operare un aggiornamento, senza scoraggiarsi davanti alla complessità umana e alle sue contraddizioni. Oggi si sottolinea molto l’importanza della resilienza di fronte alle difficoltà, cioè la capacità di affrontarle positivamente traendo da esse delle opportunità. È compito di chi ricopre incarichi di governo, a tutti i livelli, adoperarsi per affrontare nel modo migliore, più costruttivo, le crisi comunitarie e organizzative; invece le crisi spirituali delle persone, che coinvolgono l’intimità del singolo e la sfera della coscienza, richiedono di essere affrontate prudentemente da chi non ricopre incarichi di governo, ad ogni livello, all’interno del Movimento", sottolinea Papa Francesco.

Poi, nel discorso, c'è il terzo punto del Pontefice, vivere la spiritualità con coerenza e realismo. "Questo intento richiede un impegno in una duplice prospettiva: al di fuori del Movimento e all’interno di esso. Per quanto riguarda l’agire all’esterno, vi incoraggio ad essere – e in questo la Serva di Dio Chiara Lubich ha dato tanti esempi! – testimoni di vicinanza con l’amore fraterno che supera ogni barriera e raggiunge ogni condizione umana. È la strada della prossimità fraterna, che trasmette la presenza del Risorto agli uomini e alle donne del nostro tempo, a partire dai poveri, dagli ultimi, dagli scartati; lavorando insieme alle persone di buona volontà per la promozione della giustizia e della pace. Circa l’impegno all’interno del Movimento, vi esorto a promuovere sempre più la sinodalità, affinché tutti i membri, in quanto depositari dello stesso carisma, siano corresponsabili e partecipi della vita dell’Opera di Maria e dei suoi fini specifici", dice il Papa.

Infine, un augurio: "Ad imitazione di Chiara Lubich, rimanete sempre in ascolto del grido d’abbandono di Cristo in croce, che manifesta la misura più alta dell’amore".

"Si dice che i focolarini sempre sono con il sorriso, sorridono sempre. Ci sono quattro cose che Dio non conosce: cosa pensano i gesuiti, quanti soldi hanno i salesiani, quanti ordini sono le suore e cosa sorridono i focolarini?", dice a braccio scherzando il Papa.

Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, saluta Papa Francesco con un piccolo discorso. "Oggi ripeto davanti a Lei, Santità, quell’ECCOMI che ho pronunciato alla mia elezione come nuova Presidente del Movimento, con commozione e gratitudine: a Dio per il Suo Amore, alla Chiesa che ha confermato la mia nomina, a tutto il Movimento dei Focolari nel mondo e, in particolare, a Chiara Lubich che fin da giovanissima – aprendomi all’Ideale dell’unità – mi ha fatto crescere nella quotidiana vita del Vangelo. Ma io non mi sento Presidente, io mi sento figlia della Chiesa. L’Assemblea generale è stata preceduta da una consultazione molto partecipata dalla grande famiglia dei Focolari nel mondo. Sono emersi da questo cammino sinodale quattro filoni tematici in vista degli Orientamenti del Movimento dei Focolari nel prossimo sessennio: il grido dell’umanità di oggi, in particolare per quanto riguarda gli esclusi; l’ambiente, la famiglia e la pandemia; la memoria viva e l’attualizzazione del carisma dell’unità così come ci è stato consegnato da Chiara; il nostro impegno in tutti gli ambiti della Chiesa e della società; il nostro cammino insieme alle nuove generazioni".

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