Il Papa ai giovani genovesi: prendete il largo e lasciatevi "importunare" da Gesù

Il Papa alla Madonna della Guardia
Foto: L'Osservatore Romano - ACI Group
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Arriva in ritardo Papa Francesco al Santuario della Guardia dove lo attendono i giovani che hanno costituito un gruppo come frutto del Congresso Eucaristico nazionale che si è tenuto a Genova. 150 che si sono preparati “ad uscire” come ricorda il cardinale Bagnasco al Papa appena arriva dopo aver percorso la lunga strada piena di curve che porta al Santuario.

Giovani con amore turbolento e lieto e che dice Bagnasco “guardano a Lei con  simpatia e affetto, come a riferimento sicuro e lieto per seguire il Signore che chiama ciascuno per nome, e che vuole realizzare con loro un capolavoro. 

Saluta per primi i malati il Papa entrando nella basilica, sul piazzale decine di giovani che non hanno trovato posto all’interno, Francesco depone una rosa ai piedi della statua di Maria, un fiore non la rosa d’oro che le portò nel 2008 Benedetto XVI.

Una preghiera in silenzio per Maria, “nostra mamma”, poi la preghiera alla “ Guardia” per liberare l’uomo dal pericolo del peccato.

Due ragazzi e una ragazza, gioia piena, “ Chiediamo una benedizione e un consiglio per essere missionari verso i coetanei in difficoltà, per vivere la vita spirituale, per incontrare la persona giusta per creare una famiglia e relazioni piene, per accogliere i fratelli  che fuggono la violenza e tramite i quali Gesù ci parla?”

Il vostro amore è turbolento e allegro, frenetici, una bella macedonia e andiamo avanti, dice il Papa. “sono sempre contento di incontrare i giovani” e “ non volete risposte pre fatte, ma personali”.

Sentire l’invito dei Gesù è sempre una gioia piena, che “nessuno potrà togliervi”. La parola è gioia “ che non è lo stesso di divertirsi e non è superficiale”.

Come vi ha trasformati la esperienza della missione, chiede il Papa ai giovani. La trasformazione nascosta “ci porta ad imparare a guardare con occhi nuovi”. La “esperienza missionaria ci apre occhi e cuore”  e “lasciamo di essere turisti della vita per diventare uomini e donne che amano con impegno nella vita”.

Non come i turisti che fanno foto, non guardano e poi vedono le foto. No, dice il Papa dobbiamo guardare la realtà. E’ una tentazione per i giovani “essere turisti”.

Guardare con il cuore distrugge l’ipocrisia, spiega Francesco e trovare giovani “che iniziano la vita con un atteggiamento di ipocrisia è suicida”.

Fare missione vuol dire essere inviati a fare missione, da Gesù. “Gesù ti spinge a missionare” dice il Papa.

E la missione aiuta a non essere “catari” non c’è una città dei buoni e una dei cattivi, “tutti siamo peccatori e abbiamo bisogno dell’annuncio di Cristo”.

E per aiutare chi è in difficoltà dobbiamo amore “non possiamo fare nulla senza amore che dare la vita”. E senza amore non si può fare una buona missione: “amare è avere la capacità di stringere la mano sporca e guardare negli occhi chi è in situazione di degrado”.

Dietro tutte queste situazione che una certezza da non dimenticare “che ci deve fare testardi nella speranza, c’è una immagina di Dio che è stata maltrattata e calpestata”. E questa è la “pazzia della fede, la pazzia della croce, dell’annuncio del Vangelo”.

Poi il Papa racconta di un incontro con un pluriomicida: “mi sono fermato a pensare: tu sei Gesù”, e quindi “o vado con amore non come turista testardo nella speranza vado pensando che tocco vedo e ascolto Gesù che io trovo in ognuno verso cui faccio missione” e “mai aggettivare” etichettare le persone. Questo è solo un giudizio di Dio.

Viviamo -dice il Papa-una cultura del vuoto e della solitudine, siamo spesso soli e abbiamo bisogno del chiasso, ma non ha niente a che fare con la gioia.

“La società si difende con la esclusione, isolando la gente, se vogliamo essere missionari, mai escluder e mai isolare o ignorare”.

E poi dice: “per essere un buon discepolo ci vuole il cuore del navigatore orizzonte e coraggio”. Parla del rischio delle tecniche di informazione che “saturano” e avvicinano l’orizzonte.

Attenti a quello che ti vendono nei media, occorre invece la capacità di farsi un giudizio proprio “non mangiare quello che ti servono”. Una sfida che ci deve portare alla preghiera: “Signore vieni, sfidami e importunami dammi il coraggio di poter rispondere a te”, che bello “ un ragazzo che si lascia importunato da Gesù” e che “ cerca la verità, va al largo”.

Serve una vita spirituale sana per giovani svelti, per chiedersi cosa è normale davvero, dice il Papa, é normale che cresca ogni giorno l’indifferenza? “ Che il mediterraneo sia diventato cimitero? Che tanti paesi e non dico dell’Italia, chiudano le porte a questa gente che fugge dalla fame e dalla guerra e viene a cercare un po’ di sicurezza? Se non è normale devo coinvolgermi perché questo no succeda e per questo ci vuole coraggio” e “se non hai coraggio di coinvolgerti chiede al Signore il coraggio”.  Gesù semina nei cuori la inquietudine di farci delle domande, dice il Papa.

Poi un suggerimento: ogni mattina una preghiera, oggi non dimenticare di sfidami, vieni ad importunarmi un po’ e dammi il coraggio di poterti rispondere”.

E prima della benedizione un saluto ai detenuti collegati in video.

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