Il Papa alla Plenaria del Clero: non riempite posti vuoti con chi non ha la chiamata

Il Papa e il cardinale Stella
Foto: OR/ Aci
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Una strada affascinante e insieme esigente è quella che il Papa indica per i sacerdoti, i discepoli missionari. Francesco ha ricevuto i partecipanti alla Plenaria della Congregazione per il Clero guidato dal cardinale Beniamino Stella.

Il Papa nel suo discorso di è riferito soprattutto ai giovani: “Come vive tutto questo un giovane prete? Che cosa porta nel cuore? Di che cosa ha bisogno perché i suoi piedi, che corrono a portare il lieto annuncio del Vangelo, non si paralizzino davanti alle paure e alle prime difficoltà? Perché non segua la tentazione di rifugiarsi nella rigidità o di lasciare tutto ed essere un disperso”.

Il Papa torna alla questione della “generazione liquida” ma “ i giovani sono capaci di scommettere “fermamente” sulla vita e di mettersi in gioco con generosità”.

Ecco alla, dice il Papa “voi siete scelti, siete cari al Signore! Dio vi guarda con tenerezza di Padre e, dopo avere fatto innamorare il vostro cuore, non lascerà vacillare i vostri passi. Ai suoi occhi siete importanti ed Egli ha fiducia che sarete all’altezza della missione a cui vi ha chiamati. Com’è importante che i preti giovani trovino parroci e vescovi che li incoraggiano in questa prospettiva, e non solo li aspettano perché c’è bisogno di ricambio e di riempire posti vuoti!”.

E aggiunge il Papa: “non riempire quei posti con gente che non è stata chiamata dal signore non prendere da qualsiasi parte, esaminare bene la autenticità della vocazione di un giovane se viene per figuriamo o sente la chiamata scegliere solo perché abbiamo bisogno è un ipoteca per la Chiesa, e poi non lasciarli da solo, la vicinanza, il vescovo vicino ai sacerdoti, ai preti “. E il Papa ricorda ai vescovi di essere sempre a disposizione, immediatamente: “il sacerdote deve sentire che ha un padre non si può fa crescere e santificare un sacerdote senza la vicinanza paternale del vescovo”.

E il consiglio del Papa quello di “pregare senza stancarsi. Perché possiamo essere “pescatori di uomini” solo se noi per primi riconosciamo di essere stati “pescati” dalla tenerezza del Signore”.

Poi arriva la formazione con orari che lascia Il tempo necessario per la preghiera, poi la situazione cambia, ma “ ogni giorno abbiamo bisogno di fermarci, metterci in ascolto della Parola di Dio e sostare davanti al Tabernacolo. E avere cura di ascoltare anche il nostro corpo, che è un bravo medico, e ci avvisa quando la stanchezza ha superato i limiti. La preghiera, la relazione con Dio, la cura della vita spirituale danno anima al ministero, e il ministero, per così dire, dà corpo alla vita spirituale: perché il prete santifica sé stesso e gli altri nel concreto esercizio del ministero, specialmente predicando e celebrando i Sacramenti”.

E ancora, camminare sempre, “perché un prete non è mai “arrivato”. Resta sempre un discepolo, pellegrino sulle strade del Vangelo e della vita, affacciato sulla soglia del mistero di Dio e sulla terra sacra delle persone a lui affidate”. Mai potrà sentirsi soddisfatto né potrà spegnere la salutare inquietudine che gli fa tendere le mani al Signore per lasciarsi formare e riempire. Perciò, aggiornarsi sempre e restare aperti alle sorprese di Dio!

E poi “condividere con il cuore, perché la vita presbiterale non è un ufficio burocratico né un insieme di pratiche religiose o liturgiche da sbrigare. Essere preti è giocarsi la vita per il Signore e per i fratelli, portando nella propria carne le gioie e le angosce del Popolo, spendendo tempo e ascolto per sanare le ferite degli altri, e offrendo a tutti la tenerezza del Padre” perché “ i giovani non hanno bisogno di un professionista del sacro o di un eroe che, dall’alto e dall’esterno, risponda ai loro interrogativi; essi sono attratti piuttosto da chi sa coinvolgersi sinceramente nella loro vita, affiancandoli con rispetto e ascoltandoli con amore. Si tratta di avere un cuore colmo di passione e compassione, soprattutto verso i giovani”.

Certo, conclude il Papa “non è un compito facile, ma si può mettere piena fiducia nel Signore perché Egli ci precede sempre nel cammino!”.

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