Il Papa all’Associazione Pro Petri Sede: "Fate dell'elemosina uno stile di vita"

Papa Francesco Udienza Generale
Foto: Daniel Ibanez, ACI Group
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“Davanti alla constatazione di un mondo segnato da indifferenza, violenza, egoismo e pessimismo, è utile domandarsi oggi se esso non soffra di una mancanza di carità, sia nei cuori sia nelle relazioni con Dio e con gli altri”. Sono le parole di Papa Francesco ai Membri dell’Associazione “Pro Petri Sede” convenuti a Roma in occasione dell’annuale pellegrinaggio alla tomba di San Pietro.

Francesco riprende la domanda posta nel Messaggio per la Quaresima 2018: “Si è spenta la carità nei nostri cuori?”

“Vale la pena di guardare la verità in faccia! – commenta ancora il Papa - e di usare i rimedi che Dio stesso ci dà nella Chiesa. La preghiera ci rimette sulla strada della verità su noi stessi e su Dio; il digiuno ci fa condividere la situazione di tante persone che affrontano i tormenti della fame e ci rende più attenti al prossimo; l’elemosina è un’occasione benedetta per collaborare con la Provvidenza di Dio a beneficio dei suoi figli”.

Da qui l’invito del Papa: “Vi invito a fare dell’elemosina uno stile di vita e a perseverare nell’aiuto concreto a coloro che sono nel bisogno. Il vostro impegno vi chiede di essere sempre attenti ad offrire, oltre all’aiuto materiale, il calore di sentirsi accolti, la delicatezza del rispetto e la fraternità, senza le quali nessuno può riprendere coraggio e sperare nuovamente nel futuro…Con l’offerta generosa che donate al Successore di Pietro, voi contribuite alla missione della Chiesa di sostenere ogni persona, particolarmente quelle più povere e che hanno perso tutto a causa dell’emigrazione forzata”.

Conclude infine Francesco il suo discorso: “Possa questo pellegrinaggio aumentare in voi la carità, come pure il desiderio di confessare ogni giorno la vostra fede e di testimoniarla là dove vivete! Vi invito anche a pregare per i giovani, perché il prossimo Sinodo che è a loro dedicato permetta in particolare un risveglio delle vocazioni sacerdotali e religiose nei vostri Paesi”. 

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