Il Papa: "Cambiare fa bene, non solo quando le cose vanno male"

Papa Francesco
Foto: CTV
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"Essere fedeli comporta la capacità di cambiare". Così il Papa salutando - in un videomessaggio - i partecipanti al 7° Festival della Dottrina Sociale della Chiesa sul tema "Fedeltà è cambiamento".

Il cambiamento - osserva Francesco - ha in sè due caratteristiche: "la prima è la fiducia, la speranza, l'apertura al nuovo; la seconda è la difficoltà a lasciare le sicurezze per andare incontro all'ignoto. Infatti, ci fa sentire più tranquilli rimanere nel nostro recinto, conservare, ripetere parole e gesti di sempre - questo ci fa sentire più sicuri - piuttosto che uscire, partire e avviare nuovi processi".

Quando Dio ci chiede di cambiare - prosegue - si risponde attivando "un processo: accade qualcosa di inedito che ci porta dove noi non avremmo mai immaginato. E’ importante questo: si attiva sempre un processo, si va avanti, non si occupano gli spazi, si avviano processi".

E cos'è la fedeltà? Quella verso l'uomo - sostiene il Pontefice - si manifesta nell'uscita "da sé per incontrare la persona concreta, il suo volto, il suo bisogno di tenerezza e di misericordia, per farla uscire dall'anonimato, dalle periferie dell'esistenza. Fedeltà all'uomo significa aprire gli occhi e il cuore ai poveri, agli ammalati, a coloro che non hanno lavoro, ai tanti feriti dall'indifferenza e da un'economia che scarta e uccide, aprirsi ai profughi in fuga dalla violenza e dalla guerra. Fedeltà all'uomo significa vincere la forza centripeta dei propri interessi, interessi egoistici, e fare spazio alla passione per l'altro, respingere la tentazione della disperazione e tenere viva la fiamma della speranza".

Così - conclude il Papa - si è fedeli anche a Dio. C'è una convergenza "che prende la forma del cambiamento di noi stessi e del cambiamento della realtà, superando immobilismi e convenienze, creando spazi e lavoro per i giovani e per il loro futuro. Perché il cambiamento è salutare non solo quando le cose vanno male, ma anche quando tutto funziona bene e siamo tentati di adagiarci sui risultati raggiunti. Allargare il nostro servizio, rendere partecipi altri dei nostri progetti, dilatare gli spazi della creatività significa accogliere la sfida del cambiamento proprio per rimanere fedeli a Dio e all'uomo. Sembra una contraddizione, ma la fedeltà è questo cammino che avvia dei processi e non permette che noi ci fermiamo negli spazi, spazi che ci difendono da ogni creatività, spazi che alla fine vanno nel senso del si è fatto sempre così".

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