Il Papa: "Diffidare dagli intellettuali della religione"

Papa Francesco
Foto: L'Osservatore Romano - ACI Group
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“Giuda è stato un traditore, ha peccato di brutto, ha peccato forte. Ma poi il Vangelo dice: Pentito, è andato da loro a ridare le monete. E loro cosa hanno fatto? Lo hanno lasciato solo: scartato! Il povero Giuda traditore e pentito non è stato accolto dai pastori. Perché questi avevano dimenticato cosa fosse un pastore. Erano gli intellettuali della religione, quelli che avevano il potere, che portavano avanti la catechesi del popolo con una morale fatta dalla loro intelligenza e non dalla rivelazione di Dio”. Così stamane Papa Francesco nell'omelia pronunciata in occasione della Messa a Santa Marta.

Anche oggi - ammonisce il Papa, secondo quanto riporta la Radio Vaticana - succedono fatti simili a causa dello “spirito di clericalismo: i chierici si sentono superiori, si allontanano dalla gente”. “Il male del clericalismo - prosegue Francesco - è una cosa molto brutta! E’ una edizione nuova di questa gente. E la vittima è la stessa: il popolo povero e umile, che aspetta nel Signore. Il Padre sempre ha cercato di avvicinarsi a noi: ha inviato suo Figlio. Stiamo aspettando, aspettando in attesa gioiosa, esultanti. Ma il Figlio non è entrato nel gioco di questa gente: il Figlio è andato con gli ammalati, i poveri, gli scartati, i pubblicani, i peccatori, le prostitute. Anche oggi Gesù dice a tutti noi e a anche a quelli che sono sedotti dal clericalismo: I peccatori e le prostitute andranno avanti a voi nel Regno dei Cieli”.

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