Il Papa: "Dio è con noi in ogni ferita. Le palme e la croce stanno insieme"

Domenica delle Palme con Papa Francesco nella Basilica di San Pietro

Papa Francesco, Domenica delle Palme
Foto: Vatican Media / ACI group
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"Da subito Gesù ci stupisce. La sua gente lo accoglie con solennità, ma Lui entra a Gerusalemme su un umile puledro. La sua gente attende per Pasqua il liberatore potente, ma Gesù viene per compiere la Pasqua con il suo sacrificio. La sua gente si aspetta di celebrare la vittoria sui romani con la spada, ma Gesù viene a celebrare la vittoria di Dio con la croce". Papa Francesco accoglie con queste parole i fedeli presenti alla solenne celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore all’Altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro.

Il Papa commenta la Passione del Signore secondo Marco. Lasciarsi stupire dal Signore, chiede Francesco. "E che cosa maggiormente stupisce del Signore e della sua Pasqua?", si domanda il Papa.

"Il fatto che Lui giunge alla gloria per la via dell’umiliazione. Egli trionfa accogliendo il dolore e la morte, che noi, succubi dell’ammirazione e del successo, eviteremmo. Gesù invece, ci ha detto san Paolo, svuotò se stesso, umiliò se stesso. Questo stupisce: vedere l’Onnipotente ridotto a niente. Vedere Lui, la Parola che sa tutto, ammaestrarci in silenzio sulla cattedra della croce. Vedere il re dei re che ha per trono un patibolo. Vedere il Dio dell’universo spoglio di tutto. Vederlo coronato di spine anziché di gloria. Vedere Lui, la bontà in persona, che viene insultato e calpestato. Perché tutta questa umiliazione? Perché, Signore, ti sei lasciato fare tutto questo?".

"Lo ha fatto per noi, per toccare fino in fondo la nostra realtà umana, per attraversare tutta la nostra esistenza, tutto il nostro male. Per avvicinarsi a noi e non lasciarci soli nel dolore e nella morte. Per recuperarci, per salvarci. Gesù sale sulla croce per scendere nella nostra sofferenza Prova i nostri stati d’animo peggiori: il fallimento, il rifiuto di tutti, il tradimento di chi gli vuole bene e persino l’abbandono di Dio. Sperimenta nella sua carne le nostre contraddizioni più laceranti, e così le redime, le trasforma. Il suo amore si avvicina alle nostre fragilità, arriva lì dove noi ci vergogniamo di più. E ora sappiamo di non essere soli: Dio è con noi in ogni ferita, in ogni paura: nessun male, nessun peccato ha l’ultima parola. Dio vince, ma la palma della vittoria passa per il legno della croce. Perciò le palme e la croce stanno insieme.", dice il Papa nell'omelia di oggi.

"San Francesco d’Assisi, guardando il Crocifisso, si meravigliava che i suoi frati non piangessero. E noi, riusciamo ancora a lasciarci commuovere dall’amore di Dio? Perché non sappiamo più stupirci davanti a Lui? Forse perché la nostra fede è stata logorata dall’abitudine", chiede il Papa.
"Lasciamoci stupire da Gesù per tornare a vivere, perché la grandezza della vita non sta nell’avere e nell’affermarsi, ma nello scoprirsi amati - osserva Papa Francesco in questa Domenica delle Palme - E nella bellezza di amare. Nel Crocifisso vediamo Dio umiliato, l’Onnipotente ridotto a uno scarto.

Papa Francesco conclude l'omelia con una bella immagine. "Oggi, subito dopo la morte di Gesù, il Vangelo ci svela l’icona più bella dello stupore. È la scena del centurione, che avendolo visto spirare in quel modo, disse: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!”In che modo aveva visto morire Gesù? Lo ha visto morire amando. Soffriva, era stremato, ma continuava ad amare. Ecco lo stupore davanti a Dio, il quale sa riempire d’amore anche il morire. In questo amore gratuito e inaudito, il centurione, un pagano, trova Dio. Davvero era Figlio di Dio! La sua frase suggella la Passione", conclude cosi la sua omelia il Papa in questa Domenica delle Palme in zona rossa, ma con la deroga di poter partecipare ( secondo le normative previste)  alle celebrazioni della Settimana Santa.

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