Il Papa: "Dio moltiplichi vocazioni a sacerdozio, matrimonio e vita consacrata"

Papa Francesco
Foto: Alexey Gotovskiy CNA
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Come lo storpio guarito da Gesù, così “ciascuno può guarire dalle tante forme di infermità spirituale – ambizione, pigrizia, orgoglio – se accetta di mettere con fiducia la propria esistenza nelle mani del Signore Risorto”. Lo ha detto il Papa aprendo a mezzogiorno la preghiera mariana del Regina Coeli

Gesù ci guarisce perché è Buon Pastore: “Gesù risana attraverso il suo essere pastore che dà la vita. Dando la sua vita per noi, Gesù dice a ciascuno: la tua vita vale così tanto per me, che per salvarla do tutto me stesso. È proprio questo offrire la sua vita che lo rende Pastore buono per eccellenza”.

Ma - ha sottolineato il Papa - ci sono delle condizioni per essere guariti. Dobbiamo conoscere il Buon Pastore attraverso “una relazione personale. Egli è attento a ciascuno di noi, conosce in profondità il nostro cuore: ci accetta così come siamo, ci guida con amore, perché possiamo attraversare sentieri anche impervi senza smarrire la via”.

Per seguire Gesù dobbiamo lasciare “gli atteggiamenti autoreferenziali. Quando nelle nostre comunità si raffredda il desiderio di vivere il rapporto con Gesù, di ascoltare la sua voce e di seguirlo fedelmente, è inevitabile che prevalgano altri modi di pensare e di vivere non coerenti col Vangelo”.

Al termine della recita del Regina Coeli Papa Francesco ha ricordato la celebrazione della Giornata di Preghiera per le Vocazioni. “Ringraziamo Dio - ha detto - perché continua a suscitare nella Chiesa storie d’amore per Gesù Cristo, a lode della sua gloria e al servizio dei fratelli. Oggi, in particolare, ringraziamo per i nuovi sacerdoti che ho ordinato nella Basilica di San Pietro. E chiediamo al Signore che mandi tanti buoni operai a lavorare nel suo campo, come pure moltiplichi le vocazioni alla vita consacrata e al matrimonio cristiano”.

Il pensiero del Pontefice è andato poi al Nicaragua, attraversato da proteste che hanno provocato vittime. “Esprimo la mia vicinanza nella preghiera a quell’amato Paese, e mi unisco ai Vescovi nel chiedere che cessi ogni violenza, si eviti un inutile spargimento di sangue e le questioni aperte siano risolte pacificamente e con senso di responsabilità”.

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