Il Papa e la tentazione della "fede da tabella"

Papa Francesco celebra la messa di chiusura del Sinodo
Foto: CTV
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Ci sono due tentazioni per chi segue Gesù: “di fronte ai continui problemi, meglio andare avanti, senza lasciarci disturbare” e poi c’è il rischio “di cadere in una “fede da tabella”. Possiamo camminare con il popolo di Dio, ma abbiamo già la nostra tabella di marcia”.

Papa Francesco lo ha ricordato nella omelia della messa conclusiva del Sinodo che ha avuto come tema la famiglia. Ieri sera è stato pubblicato il documento con le proposte per il Papa, lo stesso Francesco ha pronunciato un discorso sul metodo più che sul merito, e oggi nel commento alle letture domenicali dice: “le Letture di questa domenica ci presentano la compassione di Dio, la sua paternità, che si rivela definitivamente in Gesù.”

Non affronta alcun tema familiare il Papa, ma piuttosto si concentra sul "metodo" con cui Gesù incontra il cieco Bartimeo, colui che grida: "abbi pietà di me".

Commentando il Vangelo il Papa parla del comportamento di Gesù: “Nonostante abbia appena iniziato il cammino più importante, quello verso Gerusalemme, si ferma ancora per rispondere al grido di Bartimeo. Si lascia toccare dalla sua richiesta, si fa coinvolgere dalla sua situazione. Non si accontenta di fargli l’elemosina, ma vuole incontrarlo di persona.”

E ci sono due parole che il Papa commenta: Coraggio, alzati. “A questo - dice il Papa- sono chiamati i discepoli di Gesù, anche oggi, specialmente oggi: a porre l’uomo a contatto con la Misericordia compassionevole che salva.”

Ecco allora le tentazioni cui secondo Francesco sono esposti i discepoli: “ Nessuno dei discepoli si ferma, come fa Gesù. Continuano a camminare, vanno avanti come se nulla fosse. Se Bartimeo è cieco, essi sono sordi: il suo problema non è il loro problema.” E il Papa aggiunge: “Possiamo parlare di Lui e lavorare per Lui, ma vivere lontani dal suo cuore, che è proteso verso chi è ferito. Questa è la tentazione: una “spiritualità del miraggio”: possiamo camminare attraverso i deserti dell’umanità senza vedere quello che realmente c’è, bensì quello che vorremmo vedere noi; siamo capaci di costruire visioni del mondo, ma non accettiamo quello che il Signore ci mette davanti agli occhi. Una fede che non sa radicarsi nella vita della gente rimane arida e, anziché oasi, crea altri deserti.”

Ancora il Papa parla di  “fede da tabella” che porta ad essere “come quei “molti” del Vangelo che perdono la pazienza e rimproverano Bartimeo. Poco prima avevano rimproverato i bambini , ora il mendicante cieco: chi dà fastidio o non è all’altezza è da escludere. Gesù invece vuole includere, soprattutto chi è tenuto ai margini e grida a Lui. Costoro, come Bartimeo, hanno fede, perché sapersi bisognosi di salvezza è il miglior modo per incontrare Cristo.”

Il Papa conclude: “Vi ringrazio per la strada che abbiamo condiviso con lo sguardo rivolto al Signore e ai fratelli, nella ricerca dei sentieri che il Vangelo indica al nostro tempo per annunciare il mistero di amore della famiglia.”

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