Il Papa e Obama, ambiente e libertà religiosa al centro dei discorsi alla Casa Bianca

Il Papa e il Presidente degli Stati Uniti Obama
Foto: Alan Holdren CNA
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“ I cattolici americani sono impegnati a costruire una società che sia veramente tollerante ed inclusiva, a difendere i diritti degli individui e delle comunità, e a respingere qualsiasi forma di ingiusta discriminazione.”

Il primo discorso in inglese di Papa Francesco nella cerimonia di benvenuto alla Casa Bianca mette al centro la difesa della democrazia e della libertà.  “Assieme a innumerevoli altre persone di buona volontà- dice il Papa-  di questa grande democrazia, essi si attendono che gli sforzi per costruire una società giusta e sapientemente ordinata rispettino le loro preoccupazioni più profonde e i loro diritti inerenti alla libertà religiosa.”

La libertà va difesa come conquista, una delle più preziose conquiste, e “tutti sono chiamati alla vigilanza, proprio in quanto buoni cittadini, per preservare e difendere tale libertà da qualsiasi cosa che la possa mettere in pericolo o compromettere.”

Il Papa si complimenta per l’iniziativa per la riduzione dell’inquinamento dell’aria: “il cambiamento climatico è un problema che non può più essere lasciato ad una generazione futura.”

Ma i “cambiamenti che esigono da parte nostra un riconoscimento serio e responsabile del tipo di mondo che possiamo lasciare non solo ai nostri figli, ma anche ai milioni di persone sottoposte ad un sistema che le ha trascurate.”

Ricorda Martin Luther King il Papa e dice che “la nostra casa comune è stata parte di questo gruppo di esclusi che grida al cielo e che oggi bussa con forza alle nostre case, città, società” e  “che siamo stati inadempienti in alcuni impegni, ed ora è giunto il momento di onorarli.”

Un accenno a Cuba, senza citarla, nell’apprezzamento del Papa  “per l’apertura di nuove vie di cooperazione all’interno della famiglia umana rappresentano positivi passi avanti sulla via della riconciliazione, della giustizia e della libertà.”

E conclude il Papa: “Auspico che tutti gli uomini e le donne di buona volontà di questa grande e prospera Nazione sostengano gli sforzi della comunità internazionale per proteggere i più deboli nel nostro mondo e di promuovere modelli integrali ed inclusivi di sviluppo, così che i nostri fratelli e sorelle ovunque possano conoscere le benedizione della pace e della prosperità che Dio desidera per tutti i suoi figli.”

Di tono quasi omiletico il discorso di Obama che ha ricordato l’impegno dei cattolici negli USA in campo sociale e ha ricordato quanti siano i cristiani ancora perseguitati che non possono esprimere la propria fede.

Molti gli applausi per entrambi i discorsi, affollatissimo il giardino della Casa Bianca come ha ricordato lo stesso Obama. Sono stati eseguiti gli inni e il Coro di Sant’ Agostino ha eseguito un canto. Poi si è svolto l’incontro privato all’ interno della Casa Bianca. Parallelmante si svolge l'incontro tra il Segretario di Stato americano e quello Vaticano.

Nel colloquio da parte la Santa Sede ha rinnovato la  sua contrarieta’ all’embargo americano a Cuba "Il cardinale Parolin - ha riferito padre Lombardi - ha spiegato  che due sono stati i temi nell’incontro delle due delegazioni:  Cuba, le relazioni riaperte con gli Stati Uniti, e il
particolare tema dell’embargo, con la posizione della Chiesa che  e’ negativa, quindi la necessita’ di andare avanti per i risolvere  i diversi problemi rimasti aperti; il Medio oriente e la  questione di rifugiati, quindi come aiutare queste persone e  favorirne il ritorno a casa".
Nessuna indiscrezione sui contenuti del colloquio tra il Papa e Obama. Il portavoce vaticano ha ricordato che il tema  dell’embargo Usa a Cuba non sara’ trattato nell’incontro del Papa
al Congresso, ma che la Santa Sede ha voluto appunto parlarne nell’incontro bilaterale alla casa Bianca.

Mentre Papa Francesco parlava dalla South Lawn della Casa Bianca, su un grande schermo tra la folla si attendeva il suo passaggio lungo il National Mall.  Durante tutto il discorso pronunciato dal pontefice le sue parole sono state seguite dagli applausi delle decine di migliaia di persone che attendevano di vederlo da vicino dopo la cerimonia alla Casa
Bianca.

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