Il Papa: "I dottori della lettera sono duri e stolti di cuore"

Papa Francesco
Foto: L'Osservatore Romano
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"Mi fa male quando leggo il Vangelo di Matteo, quando Giuda pentito va dai sacerdoti e dice ho peccato e vuol dare… e dà le monete. Che ci importa, dicono loro, te la vedrai tu! Un cuore chiuso davanti a questo povero uomo pentito che non sapeva cosa fare. Te la vedrai tu. E andò ad impiccarsi. E cosa fanno loro, quando Giuda se ne va ad impiccarsi? Subito le monete: queste monete sono a prezzo di sangue, non possono entrare nel tempio... la regola tale, tale, tale, tale... dottori della lettera". Così Papa Francesco nell'omelia pronunciata - secondo quanto riporta la Radio Vaticana - nel corso della messa mattutina a Santa Marta, concelebrata con i cardinali del C9, la commissione di riforma della Curia Romana.

A questi dottori della lettera - aggiunge il Pontefice commentando un passo degli Atti degli Apostoli - "non importa della vita di una persona, non gli importa il pentimento di Giuda: il Vangelo dice che è tornato pentito. Soltanto gli importa il loro schema di leggi e tante parole e tante cose che hanno costruito. E questa è la durezza del loro cuore. E questa è la durezza del cuore, la stoltezza del cuore di questa gente, che siccome non poteva resistere alla verità di Stefano va a cercare testimonianze, testimoni falsi, per giudicarlo".

"La storia - conclude Papa Bergoglio - ci parla di tanta gente che venne uccisa, giudicata, seppur era innocente: giudicata con la Parola di Dio, contro la Parola di Dio. Pensiamo alla caccia delle streghe o a Santa Giovanna d’Arco, a tanti altri che vennero bruciati, condannati, perché non si aggiustarono, secondo i giudici, alla Parola di Dio. E’ il modello di Gesù che, per essere fedele e avere obbedito alla Parola del Padre, finisce sulla croce. Chiediamo al Signore che con tenerezza guardi le piccole o grandi stoltezze del nostro cuore, ci carezzi, e incominci a spiegarci le cose".

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