Il Papa in Svezia: "Santità è vivere fedelmente il Battesimo"

La Messa di Papa Francesco a Malmoe
Foto: Angela Ambrogetti ACI Stampa
Previous Next
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

L'ultima tappa del viaggio in Svezia Papa Francesco la dedica alla piccola comunità cattolica con la celebrazione della messa allo stadio di Malmoe nella Solennità di Tutti i Santi. 15.000 i fedeli che hanno partecipato al rito.

I Santi - ha spiegato Francesco - non sono solo i grandi nomi noti della storia ma anche "tanti nostri fratelli che hanno vissuto la loro vita cristiana nella pienezza della fede e dell’amore attraverso una esistenza semplice e nascosta".

La santità - ha rilevato Papa Bergoglio - "a volte non si manifesta in grandi opere o in successi straordinari, ma sa vivere fedelmente e quotidianamente le esigenze del battesimo. Una santità fatta di amore per Dio e per i fratelli. Amore fedele fino a dimenticarsi di sé stesso e a darsi totalmente agli altri, come la vita di quelle madri e quei padri che si sacrificano per le loro famiglie sapendo rinunciare volentieri, benché non sia sempre facile, a tante cose, a tanti progetti o programmi personali".

La caratteristica principale dei santi - ha aggiunto Francesco - è la loro felecità. I santi "hanno scoperto il segreto della felicità autentica, che dimora in fondo all’anima ed ha la sua sorgente nell’amore di Dio. Perciò i santi sono chiamati beati. Le Beatitudini sono la loro via, la loro meta, la loro patria".

Anche noi possiamo seguire questa via indicata da Gesù. "Le Beatitudini sono il profilo di Cristo e, di conseguenza, del cristiano". Papa Francesco sottolinea soprattutto la mitezza, beati i miti. "La mitezza è un modo di essere e di vivere che ci avvicina a Gesù e ci fa essere uniti tra di noi; fa sì che lasciamo da parte tutto ciò che ci divide e ci oppone, e che cerchiamo modi sempre nuovi per progredire sulla via dell’unità", e il Papa propone come esempi due sante: Brigida e Maria Elisabetta Hesselblad che "hanno pregato e lavorato per stringere legami di unità e di comunione tra i cristiani. Un segno molto eloquente è che proprio qui, nel loro Paese, caratterizzato dalla convivenza di popolazioni molto diverse, noi stiamo commemorando congiuntamente il quinto centenario della Riforma".

"I Santi - ha proseguito Francesco - ottengono dei cambiamenti grazie alla mitezza del cuore. E inoltre è l’atteggiamento di chi non ha nulla da perdere, perché la sua unica ricchezza è Dio. Le Beatitudini sono in qualche modo la carta d’identità del cristiano. Siamo chiamati ad essere beati, seguaci di Gesù, affrontando i dolori e le angosce del nostro tempo con lo spirito e l’amore di Gesù".

Così il Papa "riscrive" e "attualizza" le Beatitudini: "beati coloro che sopportano con fede i mali che altri infliggono loro e perdonano di cuore; beati coloro che guardano negli occhi gli scartati e gli emarginati mostrando loro vicinanza; beati coloro che riconoscono Dio in ogni persona e lottano perché anche altri lo scoprano; beati coloro che proteggono e curano la casa comune; beati coloro che rinunciano al proprio benessere per il bene degli altri; beati coloro che pregano e lavorano per la piena comunione dei cristiani... Tutti costoro certamente riceveranno la ricompensa meritata".

Infine la preghiera alla Vergine. Il Papa Le affida "le nostre intenzioni e il dialogo per la ricerca della piena comunione di tutti i cristiani, affinché siamo benedetti nei nostri sforzi e raggiungiamo la santità nell’unità".

Ti potrebbe interessare