Il Papa invia 150.000 euro per il Mozambico, lo Zimbabwe e il Malawi colpiti dal ciclone

Ciclone Idai
Foto: Missionari Saveriani
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Papa Francesco, tramite il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha deciso di inviare un primo contributo di 150.000 euro - 50.000 per ciascun Paese - al Mozambico, lo Zimbabwe e il Malawi colpiti dal ciclone. I fondi serviranno per il soccorso alle popolazioni in questa prima fase di emergenza.

Nel corso dell’ultima settimana le inondazioni provocate dal ciclone Idai hanno devastato intere aree tra Mozambico, Zimbabwe e Malawi.

Un comunicato del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale descrive la tragica situazione: “Il bilancio delle vittime riferisce al momento di almeno 300 vittime accertate, migliaia di feriti e centinaia di migliaia di sfollati. Almeno un milione sarebbero le persone coinvolte nel disastro. Ingenti anche i danni strutturali: la settimana di intense piogge torrenziali ha raso al suolo decine di migliaia di case ed edifici pubblici, e ha interrotto le più importanti arterie stradali. La città di Beira, in Mozambico, è stata rasa al suolo e sono stati distrutti numerosi centri urbani e villaggi nei tre Paesi. Compromesse le reti idriche ed elettriche, come pure l’efficienza delle strutture sanitarie. Preoccupa il rischio di epidemie, mentre i soccorsi faticano a raggiungere le aree attraversate dal ciclone”.

La somma recapitata da Papa Francesco vuol essere un’immediata espressione del sentimento di spirituale vicinanza e paterno incoraggiamento da parte del Pontefice nei confronti delle persone e dei territori colpiti, verrà ripartita – in collaborazione con le Nunziature Apostoliche – tra le zone maggiormente toccate dalla catastrofe e sarà impiegata in opere di soccorso e assistenza alle persone e ai territori. “Il contributo di questo Dicastero per le popolazioni del Mozambico, dello Zimbabwe e del Malawi, è parte degli aiuti che si stanno attivando in tutta la Chiesa cattolica e che coinvolgono, oltre a varie Conferenze episcopali, anche numerosi organismi di carità”, riferisce ancora il comunicato.

Ti potrebbe interessare