Il Papa, le Scholas Occurentes e il proiettile sotto l'ulivo

Il Papa durante il video messaggio alle Scholas Occurrentes
Foto: Osservatore Romano
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Ancora una volta un collegamento video del Papa con le “Scholas occurrentes” – la rete mondiale di istituti educativiin cui Francesco ha risposto alle domande di due gruppi di studenti provenienti da Stati Uniti e Cuba, proprio alla vigilia del suo viaggio in questi due Paesi.

Il Papa ha citato molti passaggi della sula enciclica Laudato sì invitando i ragazzi a rendersi conto dei problemi, piccoli e grandi, del proprio prossimo, partendo dal quartiere per poi allargare l’orizzonte alla propria città e alla nazione. il Papa ha ricordato che “un leader è buono se è in grado di far sorgere tra i giovani altri leader. Se un leader vuole essere l’unico leader, allora è un tiranno”. Il Papa ha ricordato la necessità della cura del creato perché “una morte porta con sé un’altra morte, quindi, invece di seminare crescita, invece di seminare speranza, seminiamo morte – ha detto – la strada è inversa: prendersi cura della vita perché una vita porta con sé un’altra vita. La foto più bella sarebbe quella in cui c’è un albero vivo e un uccello vivo”. 

Infine parlando dell’ embargo su Cuba ha ricordato l’importanza “di costruire ponti e di comunicare” perché la comunicazione è alla base dell’amicizia sociale. L’educazione, poi dice il Papa  “È uno dei diritti umani”, così come il gioco per i bambini.  “Abbiamo perso la nozione della quantità dei ragazzi che non possono godere dell’allegria del gioco – ha insistito Francesco – questi ragazzi non hanno imparato a comunicare con l’allegria del gioco e sono preda dei trafficanti che li usano per la delinquenza giovanile, la droga, la prostituzione e tante altre cose”.

Al termine dell’incontro, è stato sotterrato ai piedi di un ulivo un proiettile che Francesco aveva mostrato agli studenti, donatogli da un ragazzo di un Paese in guerra ricevuto la mattina stessa: “Come un segno”, ha specificato il Papa. L’ulivo era stato simbolicamente piantato dai giovani dell'Avana e New York insieme e poi ripiantato a Roma. Nel congedarsi dagli studenti, il Santo Padre li ha benedetti, chiedendo loro di pregare per lui: “Non abbiate paura – ha concluso – la paura paralizza; il futuro è nelle vostre mani”.

Ti potrebbe interessare