Il Papa negli Emirati: Il Vicario apostolico, la fede ci unisce nelle diverse culture

Il vescovo Hinder benedice la prima pietra della Parrocchia di Ruwais
Foto: Vicariato Arabia del Sud
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E’ una vista davvero particolare quella di Papa Francesco ad Abu Dhabi.

E la Chiesa locale si è preparata in vario modo, con messe e con la benedizione della pietra angolare della nuova parrocchia a Ruwais il 29 di dicembre 2018 nella parte occidentale degli Emirati Arabi.

Non solo. Questo anno ricorre l’800° anniversario della visita di San Francesco d’Assisi al Sultano d’Egitto. In questo territorio la presenza dei Cappuccini è molto forte. La cura pastorale nei  paesi della penisola arabica è affidata all'Ordine Cappuccino come 'ius commissionis'. La Custodia generale di Arabia comprende 75 frati cappuccini provenienti da 20 circoscrizioni che prestano il loro servizio nei due vicariati (Sud e Nord Arabia) dei sette paesi.

E Cappuccino è anche il l vescovo Paul Hinder, Vicario Apostolico della Arabia del Sud. Con lui abbiamo parlato del viaggio e della Chiesa negli Emirati.

In che modo il viaggio del Papa ad Abu Dhabi aiuterà la vita dei cristiani nella Penisola Araba ?

Il viaggio di Papa Francesco ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti è la prima di un Pontefice nella Penisola Araba, questo di per sé è storico. Per la nostra Chiesa di migranti è un incoraggiamento. Inoltre, contribuirà a rafforzare i legami tra le nazioni nella regione e il Vaticano.

Quali sono le sfide per i cristiani per una vita migliore nella Penisola Araba?

Negli Emirati Arabi Uniti abbiamo nove chiese e alcune di queste sono grandi parrocchie con oltre 100.000 parrocchiani, questi numeri sono schiaccianti per chiunque provenga da piccole parrocchie. Saremo felici se in alcuni luoghi dove sono particolarmente necessarie più chiese sarà permesso costruirle. Tuttavia, abbiamo gestito e affrontato le risorse che abbiamo. Dal momento che molte famiglie sono ora di seconda e terza generazione, speriamo che i giovani cattolici del nostro Vicariato discerneranno saggiamente.

Un giovane sacerdote, Abishai Vase, è stato ordinato nella cattedrale di St. Joseph venerdì 4 gennaio 2019. È un esempio di famiglia di seconda generazione; è cresciuto a Dubai e ha frequentato la St. Mary's School. Ha proseguito i suoi studi ulteriori ad Harvard negli Stati Uniti e ha fatto ritorno negli Emirati Arabi e ha risposto alla sua chiamata per diventare un prete. E’ stato da me, l’ho aiutato a frequentare un seminario dell'Arcidiocesi di Boston e, dopo aver completato l'educazione sacerdotale, gli è stato conferito l'ordine santo.

Come lavora la Chiesa con i cristiani negli Emirati e nell'area?

Le nostre parrocchie, negli Emirati Arabi Uniti e negli altri paesi del GCC, sono molto vivaci. Per i migranti provenienti da oltre 100 paesi la Chiesa è sentita come una nuova patria in cui persone di diversa estrazione culturale e socio-economica sono riunite nella fede.

Celebriamo questa diversità nella cultura e ci rallegriamo delle loro abitudini e delle loro devozioni; per esempio c'è una serie di messe di nove giorni celebrata dalla comunità filippina che porta al Natale in tutte le parrocchie degli Emirati Arabi Uniti. È frequentato da migliaia di fedeli prima del lavoro al mattino o in tarda serata. Allo stesso modo, la comunità cattolica di lingua araba di diverse chiese e riti, con membri provenienti da Libano, Siria, Giordania, Egitto, Iraq e Palestina e oltre, è una testimonianza che la nostra fede ci unisce.

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