Il Papa parla di Simeone e Juan Diego ai bambini in ospedale

Papa Francesco durante la visita all'ospedale Federico Gomez, 14 febbraio 2016
Foto: CTV
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L’immagine di Simeone, l’uomo anziano che quando vede il piccolo Gesù portato al Battesimo sente gratitudine e desiderio di benedire. E quella dell’indio Juan Diego, che, quando lo zio è malato, viene rassicurato dalla Guadalupana. Sono le due immagini che Papa Francesco dà a una quarantina di piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico Federico Gomez di Città del Messico.

Papa Francesco è arrivato in elicottero da Ecatepec, che significa “collina ventosa”. Lì fa freddo la notte, e allora si è preferito spostare la Messa più in avanti al mattino. Si è così spostato l’intero programma in avanti. Papa Francesco ha preferito mantenere la visita all’ospedale pediatrico, già visitato nel 1979 nel primo viaggio di San Giovanni Paolo II, annullando il già previsto discorso ai rappresentanti del mondo della cultura.

Giunto da Ecatepec in elicottero, il Papa ha fatto il percorso in Papamobile di circa 30 minuti. All’inizio stanco dopo il viaggio in elicottero, il Papa si è come ritemprato al contatto con la gente. Poi è entrato dalla porta numero tre dell’ospedale, dove è stato accolto dalla first lady Angelica Rivera e dal direttore dell’ospedale Garcia Aranda.

Fa il percorso fino al padiglione Jesus Kumate, dove lo aspettano una quarantina di piccolo pazienti con la loro famiglie. Cantano: “El Papa Francisco, te quiere todo el mundo” e “Francisco, hermano del pueblo mexicano”. Qualcuno dà lui un disegno, altri gli chiedono un autografo sui loro disegni. Il Papa distribuisce rosaro ai bambini, con qualcuno si ferma a spiegarne il significato.

Infine, comincia il discorso, in cui ringrazia i bambini per l’opportunità di incontrarli, e di condividere con loro e le loro famiglie un po’ della loro vita.

Parla loro del vecchio Simeone, che – quando vede il piccolo Gesù presentato al tempio – lo prende in braccio e si sente preso dal desiderio di ringraziare e benedire, insegnando da nonno questi atteggiamenti.

Sono gli atteggiamenti del Papa. Di ringraziare, perché gli è venuto il desiderio di rendere grazie vedendo i volti, i sorrisi, gli occhi dei piccoli”. Dice il Papa: “Grazie per l’affetto che avete nell’accogliermi; grazie perché vedo l’affetto con cui siete curati e accompagnati. Grazie per lo sforzo di tanti che stanno facendo del loro meglio perché possiate riprendervi presto. E’ così importante sentirsi curati e accompagnati, sentirsi amati e sapere che state cercando il modo migliore di curarci; per tutte queste persone dico: grazie”.

E poi, la volontà di benedire, i piccolo, i famigliari, “tutte le persone che lavorano in questa casa e fanno in modo che quei sorrisi continuino a crescere ogni giorno” e “tutte le persone che non solo con medicinali bensì con la ‘affettoterapia’ aiutano perché questo tempo sia vissuto con più gioia”.

Quindi, ricorda loro di Juan Diego, l’indio cui apparve la Madonna di Guadalupe. “Quando lo zio del piccolo Juan era malato, lui era molto preoccupato e angustiato. In quel momento, appare la Vergine di Guadalupe e gli dice: ‘Non si turbi il tuo cuore e non ti inquieti cosa alcuna. Non ci sono qui io, che sono tua Madre?’.”

Per questo, Papa Francesco chiede di rivolgersi tutti alla madre celeste, pregando insieme un’Ave Maria. Ed è proprio un quadro della Madonna con Bambino che Francesco porta in dono all'ospedale. Nello svelarlo, ripete alla First Lady che "l'affettoterapia" è la cosa più importante. I bambini cantano "Papa Francisco, amigo de los ninos" e "Te queremos, Papa, te queremos" 

Poi prosegue la visita, e arriva in particolare al reparto di oncologia infantile: ci sono 25 piccoli pazienti che lo attendono. Cantano: "Se ve, se siente, el Papa està presente". Durante il percorso, una giovane paziente in sedia a rotelle canta per il Papa l'Ave Maria di Schubert. Da lì, passa nella sala giochi per i bambini con il cancro, un posto molto significativo per tutti quelli che lavorano in ospedale. E infine, un incontro privato, con alcuni dei medici, degli infermieri e lavoratori sociali dell'ospedale, insieme a qualche ospite.

La visita dura in tutto poco più di un'ora. È il momento del congedo, per Papa Francesco, e anche di un po’ di riposo.

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