Il Papa ricorda al presidente di Haiti l'impegno sociale della Chiesa

Il Papa riceve il presidente di Haiti
Foto: Vatican Media
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Il Papa ha ricevuto il Presidente della Repubblica di Haiti, il Sig. Jovenel Moïse, che successivamente ha incontrato Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

“Durante i cordiali colloqui- si legge nella nota ufficiale- è stato espresso compiacimento per le buone relazioni tra la Santa Sede e Haiti. È stato, inoltre, sottolineato il comune desiderio di rafforzare la collaborazione per affrontare diverse problematiche sociali, specialmente quelle attinenti alla gioventù, ai poveri e ai più vulnerabili, evidenziando il significativo contributo che la Chiesa offre al Paese nei settori dell’educazione, della sanità e della carità.

Nel prosieguo della conversazione si è fatto riferimento ad alcune questioni d’interesse nazionale e regionale, soffermandosi, in particolare, sul persistente problema dell’emigrazione e sull’importanza del dialogo per favorire la coesione sociale e il bene comune”.

Alla udienza era presente la famiglia del presidente, circa 20 minuti di colloqui privato con l’interprete francese tra il Papa e il presidente  ha portato in doni un quadro con un paesaggio di Haiti. Francesco ha donato un medaglione con il deserto che fiorisce. “Un messaggio per voi” ha detto.

La situazione di Haiti è di profonda miseria. Nel 2010 il Paese è stato colpito da un catastrofico terremoto che ha causato circa 300mila vittime e gravissimi danni alle infrastrutture. A questo si è aggiunta una grave epidemia di colera provocata involontariamente dai caschi Blu del Nepal inviati in soccorso delle popolazioni colpite dal sisma e che in questi anni ha ucciso almeno 10mila haitiani.

Instabile il regime politico, tra dittature e rivolte, nel 2015 si è votato tra violenze e bassa partecipazione, annullate per brogli e le nuove elezioni sono state vinte dall’imprenditore Jovenel Moise membro del partito di centrodestra haitiano Tet Kale Party, appoggiato dall'ex presidente Michel Martelly che si è insediato il 7 febbraio. Nell’autunno 2016 l’isola è stata colpita dall’uragano Matthew che ha causato un migliaio di vittime e ingenti danni materiali. Per moltissimi haitiani,l’unica via di uscita è l’emigrazione verso altri Paesi del continente, a cominciare dalla confinante Repubblica Dominicana, dove il flusso di immigrati da Haiti ha creato non poche tensioni. 

Tra le questioni sociali grave quella della famiglia resa instabile a causa della crisi attraversata dal Paese, ma anche dall’evoluzione dei costumi e dalla progressiva perdita del senso del matrimonio e della famiglia, che pongono sullo stesso piano altre forme di unione. Giovanni Paolo II visitò Haiti nel 1083

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