Papa Francesco ricorda l’immensa compassione per i poveri del Beato Chevrier

Il Papa riceve i Preti del Prado
Foto: Vatican Media / ACI Group
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“La Madre Chiesa è felice di poter contare sull’appoggio dei discepoli di Padre Chevrier. Non posso che approvare e incoraggiare l’azione pastorale che voi portare avanti secondo il carisma proprio dei vostri istituti, un carisma che mi tocca personalmente e che è al cuore del rinnovamento missionario a cui tutta la Chiesa è chiamata”. Si rivolge così Papa Francesco ai membri dell’Associazione dei Preti del Prado, ricevuti oggi in Vaticano. Antoine Chevrier, fondatore della “scuola clericale” in Francia, costituì l’associazione a sostegno dei poveri e dei bisognosi.

Chevrier, vicario parrocchiale di Sant'Andrea della Guillottière, una zona industriale malfamata alla periferia di Lione, profondamente colpito dalla condizione di miseria della popolazione, con l'aiuto di Camille Rambaud, iniziò a dedicarsi all'assistenza morale e materiale alla gioventù operaia. 

Papa Francesco nel suo discorso ricorda il fondatore: “Il vostro Beato fondatore, colpito dall’indigenza dei più diseredati del suo tempo, decise di farsi prossimo ad essi perché potessero conoscere e amare Gesù Cristo. Da allora la pianta si è mirabilmente sviluppata: voi siete ormai una bella famiglia di sacerdoti, di suore e di donne laiche consacrate, distribuiti in vari Paesi, abitati dallo stesso amore di Gesù che si è fatto povero tra i poveri, e dallo stesso ardore per evangelizzare”.

“Cari fratelli e sorelle – conclude il Pontefice con un auspicio - vi invito a ritornare continuamente alla magnifica figura del vostro fondatore, a meditare la sua vita, a chiedere la sua intercessione. L’esperienza spirituale che egli ha intensamente vissuto – un’immensa compassione per i poveri, la comprensione e la condivisione delle loro sofferenze e, nello stesso tempo, una contemplazione dello spogliarsi di Cristo che si è fatto uno di loro – è stata la sorgente del suo ardore apostolico. E lo sarà anche del vostro dinamismo missionario”.

 

 

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