Il Papa: "Una vita che non si condivide con gli altri serve solo come museo”

Papa Francesco alla Fondazione Scholas Occurentes a San Callisto
Foto: Angela Ambrogetti, ACI Stampa
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Il caldo di un pomeriggio di giugno non frena l'entusiasmo di chi lavora ogni giorno per dare a tutti una educazione sufficiente per prendere in mano il proprio destino. Ci sono donatori ed operatori del sociale. Oggi si inaugura la sede vaticana delle Scholas Occurentes in Italia.

Video, testimonianze e racconti in attesa del Papa che viene accolto nel grande corridoio dai ragazzi che qui a Roma fanno parte del progetto delle Scholas e lo fanno con il canto. Papa Francesco è entusiasta del progetto e per questo è qui. Gli verranno consegnati una serie di progetti da tutto il mondo.

La Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes, che opera con ragazzi e giovani di tutto il mondo attraverso l’educazione, inizia le attività in Italia.

La Fondazione Scholas Occurrentes è un'organizzazione internazionale di diritto pontificio eretta e creata da Papa Francesco il 13 agosto 2013. È presente in 190 paesi con una rete che comprende 446.133 scuole e reti educative di tutte le confessioni religiose e laiche, sia pubbliche sia private. Il suo obiettivo fondamentale è la promozione della cultura dell’incontro per la pace attraverso l’educazione e attraverso anche la tecnologia, l’arte e lo sport. Scholas, il più grande movimento studentesco a livello mondiale, ha preso il via 20 anni fa in Argentina, quando Jorge Mario Bergoglio era Arcivescovo della Città di Buenos Aires.

Papa Francesco parla ai sostenitori e ai giovani protagonisti delle attività di “Scholas Ciudadanía” provenienti da 9 paesi: Italia, Colombia, Haiti, Paraguay, Argentina, Brasile, Messico, Spagna ed Emirati Arabi Uniti. “In questo salone servirebbe un po' di aria condizionata”, esordisce il Pontefice facendo ridere i presenti.

“Tutti hanno un senso, anche il più piccolo – ci tiene a precisare il Papa nel suo discorso - Nella educazione creiamo dei gruppi stretti. La tentazione è essere incapaci di lavorare con gli altri”.

Riparte dall’importanza del linguaggio il Pontefice: “Ci vuole un nuovo linguaggio del cuore, della mente. La cultura dello scarto ci fa come se fossimo degli stracci da buttare”. Papa Francesco mette poi in guardia: “C'è un pericolo, quello di creare elitè. Una elite che si crea perché si paga”.
Per Francesco educare “non è sapere le cose, ma essere capace di usare”. “Nel mondo della globalizzazione – continua Francesco - il pericolo è che sia una sfera globale ad annullare le caratteristiche personali di un ragazzo. La vera globalizzazione è un poliedro, ognuno mantiene la propria particolarità”.

Francesco chiede di “ascoltare, dialogare, non di aggredire”. Perché “per essere creativi e comunicare serve il dialogo e non lasciare escluso nessuno da una società che diventa elitaria ed escludente. Noi adulti dobbiamo imparare dai ragazzi in questo”.
Conclude Francesco il suo discorso nella nuova sede romana di Scholas:  “Una vita che non si condivide con gli altri serve solo come museo”.

La nuova sede di Scholas Occurentes sarà aperta in Messico e per questo, alla fine dell’incontro, è stata regalata al Papa una immagine della Madonna di Guadalupe. Infine un accordo con il Ministero della Pubblica Istruzione Italiana e l’incontro con il Ministro Fedeli.

Inoltre l'astronauta Paolo Nespoli porterà nella tuta un messaggio navigando per lo spazio: "Prendiamoci cura del creato" e un ramoscello di ulivo.

Francesco congeda tutti con uno speciale ringraziamento: " Ringrazio tutti voi per quello che fate, un ragazzo che comincia a vivere può vivere scartato, voi volete che quel bambino cresca e non venga scartato".

 

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