Il Pastore Bernardini: "Nessuna rivendicazione, serve solo dialogo"

Il Moderatore della Tavola Valdese, Eugenio Bernardini
Foto: Marco Mancini - Aci Stampa
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"Il fatto storico è l'incontro più che la richiesta di perdono". Lo ha detto il Moderatore della Tavola Valdese Eugenio Bernardini al termine dell'incontro di stamane con Papa Francesco nel Tempio Valdese di Corso Vittorio Emanuele.

"E' stato un incontro tra cristiani, molto sincero, ci siamo considerati fratelli e sorelle, figli dello stesso Dio e fratelli in Gesù Cristo. Certamente - ha aggiunto - la richiesta di perdono da pare di questo Papa ce la potevamo aspettare perchè ci ha abituato a questo tipo di attenzione e di sensibilità". "I valdesi hanno perdonato i cattolici? Questo non può dirlo il Moderatore, la storia non si cambia, quello che è accaduto è accaduto. E' importante che la Chiesa oggi esprime un giudizio storico su quanto avvenuto e poi le parole sono importanti ed arriva il momento in cui bisogna dirle e questo è un bene nelle relazioni umane. Noi lo abbiamo molto apprezzato e va da se che abbiamo accolto questa parola, non abbiamo rancori, c'è memoria per quanto accaduto".

L'incontro di oggi apre alla "collaborazione sul piano della fede e del riconoscimento reciproco che non può fermarsi al piano di amicizia e fraternità. Serve un percorso per arrivare ad una soluzione, al momento non c'è neanche una road map. Una piena comunione tra le Chiese le rende più forti. Dobbiamo potenziare anche l'impegno sociale. Da oggi - ha concluso Bernardini - tutte le collaborazioni in atto procedano con convinzione e in un clima in cui la condivisione esiste anche in alti livelli".

Il Pastore Bernardini ha ribadito l'auspicio di poter celebrare insieme ai Cattolici l'Eucarestia, chiedendo che Roma riconosca i Valdesi come Chiesa: "Il movimento ecumenico sarebbe felice di avere questi passi in avanti". Quasi una richiesta di conversione teologica per la Chiesa Cattolica? "Le modalità devono essere maturate nell'ambito della Chiesa Cattolica. I punti in cui divergiamo sono le sfide che abbiamo davanti. E' possibile che con impostazioni e un clima nuovi si possano trovare delle strade per giungere a soluzioni soddisfacenti. Noi siamo consapevoli che ciò richiede a tutti dialogo e disponibilità, non c'è nessuna rivendicazione: dobbiamo metterci umilmente a tavolino e capire come tutti insieme possiamo avvicinarci al Vangelo. Dobbiamo provare e impegnarci, perchè la comunione è una cosa seria e dà speranza alle chiese e al mondo".

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