Il Presidente del Mali ringrazia Papa Francesco per la attenzione ai drammi del Paese

Una udienza privata anche con il Segretario di Stato vaticano

Il Papa e il Presidente del Mali
Foto: © EWTN-ACI Stampa/Daniel Ibáñez/Vatican Pool
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 Uno scambio di doni, un colloquio cordiale di circa 16 minuti, quello tra il Papa e il Presidente della Repubblica del Mali, Ibrahim Boubacar Keïta, che ha incontrato anche il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato e Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati. 

“Nel corso dei colloqui in Segreteria di Stato- si legge in una nota della Sala Stampa- svoltisi in un clima cordiale, sono state evocate le buone relazioni bilaterali esistenti, e si è parlato della situazione interna del Paese, con particolare riferimento a quella umanitaria e di sicurezza, messa in pericolo a causa della diffusione del radicalismo religioso e del terrorismo.

Successivamente, si è fatto riferimento ad alcune questioni d’interesse regionale e internazionale, tra le quali la crescente insicurezza alimentare nella regione del Sahel, il fenomeno migratorio e il mantenimento della pace nell’Africa occidentale”.

Il presidente accompagnato dalla moglie, ha regalato a Papa Francesco un tappeto in pelle da muro realizzato da un gruppo di artigiane del suo paese.

Il presidente era in abito tradizionale bianco, e sua moglie indossava un abito lungo tradizionale blu e celeste.

Il Papa ha salutato gli ospiti in francese e ha regalato al suo ospite la medaglia di San Martino, e nel consegnargliela ha detto: “Questo è San Martino che copre con il suo mantello il povero”. Poi la consegna del Messaggio per la Giornata mondiale della pace e della Laudato sì: “Questo è il libro sulla nostra casa comune”, le parole del Santo Padre, che ha donato al presidente malese anche il Documento di Abu Dhabi sulla fratellanza umana.

“Questo è quello di cui abbiamo parlato”,  ha detto il Papa spiegando la copertina del messaggio, in cui è rappresentato l’incontro di San Francesco con il sultano. “Preghi per noi, il mondo intero apprezza le sue parole”, ha detto il capo di Stato salutando il Papa: “Noi abbiamo molto da piangere, ma nella nostra notte abbiamo una luce che è la sua attenzione per la cura dell’umanità”.

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