Il presidente sudcoreano a Papa Francesco: "Lei è un maestro per l'umanità"

L'arrivo del presidente sudcoreano in Vaticano
Foto: Daniel Ibanez CNA
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E’ durato 35 minuti il colloquio privato tra il Papa ed il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in.  "Vengo come Capo di  Stato ma anche da cattolico. Il mio nome di battesimo è Timoteo. Sono onorato. Lei non è solo il Capo della Chiesa Cattolica ma anche un maestro per l’umanità”, ha detto il leader di Seul al Papa.

Moon Jae-in ha anche ringraziato il Pontefice per la Messa per la pace celebrata ieri in San Pietro dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin

Il presidente Moon ha donato al Papa una scultura coreana con il volto di Gesù con la corona di spine: “Questa - ha spiegato - è la sofferenza del popolo coreano”. Il Papa, a sua volta, ha regalato al presidente sudcoreano una medaglia con il ramo d’ulivo, e alcuni suoi scritti tra cui il Messaggio per la Giornata Mondiale della pace 2018.  

Nessun accenno pubblico all’invito a visitare la Corea del Nord che sarebbe stato rivolto al Papa dal leader di Pyongyang Kim Jong Un. Dell’invito non si fa menzione nemmeno nel comunicato diffuso nel primo pomeriggio dalla Sala Stampa Vaticana. 

“Nel corso dei cordiali colloqui - recita la nota della Santa Sede - sono state rilevate le buone relazioni bilaterali ed il positivo contributo che la Chiesa offre in ambito sociale, educativo e sanitario, così come per la promozione del dialogo e della riconciliazione tra Coreani. È stato espresso vivo apprezzamento per il comune impegno nel favorire ogni utile iniziativa che consenta di superare le tensioni ancora esistenti nella Penisola coreana, per aprire una nuova stagione di pace e di sviluppo”.

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