Il quadro della Vergine del Rosario di Pompei

Quadro della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei
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Ha dello straordinario la storia del quadro della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei. Fu donato dopo non poche insistenze a Bartolo Longo da Suor Maria Concetta De Litala, del Convento del Rosariello a Porta Medina di Napoli. La religiosa l’aveva avuto in custodia da padre Alberto Radente, confessore del Beato, ma si trovava in un pessimo stato di conservazione.

Nel tragitto tra Napoli e Pompei, il quadro avvolto in un lenzuolo viaggiò su un carro adibito al trasporto di letame, condotto dal carrettiere Angelo Tortona. Fu lasciato di fronte alla fatiscente Parrocchia del SS. Salvatore, ove ad aspettarlo c'erano l'anziano parroco Cirillo e dove, dopo un imponente restauro, vi rimase per tre anni, esposto alla devozione dei fedeli. Era il 13 novembre 1875: ogni anno per ricordare quell’evento, viene celebrata una speciale giornata di preghiera.

Il 7 dicembre 2012 da Roma, il quadro è stato trasportato dal Vaticano a Pompei, dopo il secondo restauro, durato due anni e condotto dai restauratori dei laboratori dei Musei Vaticani, diretti da Antonio Paolucci, per volontà di Papa Benedetto XVI. Prima della partenza, il Pontefice volle visionare personalmente il dipinto restaurato e si raccolse in preghiera alcuni minuti prima di lasciarlo ripartire per Pompei.

L’icona (alta cm 120 e larga cm 100) presenta l’immagine della Madonna in trono con Gesù in braccio; ai suoi piedi, san Domenico e santa Caterina da Siena. La Vergine reca nella mano sinistra la corona del Rosario che porge a santa Caterina, mentre Gesù, poggiato sulla sua gamba destra, la porge a san Domenico.

In questo quadro si possono riconoscere tre grandi spazi. Lo spazio in alto, nel quale l’umile ma solenne figura di Maria in trono invita la Chiesa a portarsi verso il mistero della Trinità. Lo spazio in basso è quello della Chiesa, il corpo mistico, la famiglia che ha in Gesù il suo capo, nello Spirito il suo vincolo, in Maria il suo membro eminente e la sua Madre.

Lo spazio laterale, rappresentato dagli archi, porta al mondo, alla storia, verso cui la Chiesa ha il debito di essere “sacramento”, offrendo il servizio dell’annuncio evangelico per la costruzione di una degna città dell’uomo. La via che unisce questi spazi è il Rosario, sintesi della scrittura, posta quasi come fondamento ai piedi del trono, e consegnato dal Figlio e dalla Madre come via di meditazione e assimilazione del Mistero.

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