Il rischio che il covid-19 distolga l'attenzione dalla tratta di esseri umani

L'appello di Caritas internationalis e COATNET

Caritas in Congo
Foto: Caritas Congo Asbl
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“In questo momento di diffusione del COVID-19, denunciamo una realtà preoccupante per le persone vulnerabili che sono maggiormente a rischio di divenire vittime della tratta”. Lo dichiara il segretario generale di Caritas Internationalis, Aloysius John.

In occasione della Giornata mondiale contro la tratta di persone, Caritas Internationalis e COATNET la rete di 46 organizzazioni cristiane impegnate nella lotta alla tratta di esseri umani  sollecitano i governi a intensificare gli sforzi per identificare le vittime della tratta e dello sfruttamento, il cui numero cresce in maniera preoccupante a causa della pandemia di COVID-19.

Aloysius John spiega: “Il fatto che la nostra attenzione sia oggi focalizzata sulla pandemia non deve impedirci di prenderci cura delle persone più vulnerabili alla tratta e allo sfruttamento, come che anche durante questa pandemia continuano a fare in tutto il mondo le Caritas locali e le organizzazioni della rete COATNET che, insieme ad altre organizzazioni della società civile, forniscono essenziali reti di sicurezza alle vittime della tratta e dello sfruttamento, accompagnandole nelle loro difficoltà e offrendo loro un sostegno materiale, sanitario, legale e psicologico “.

Caritas Internationalis e COATNET chiedono misure urgenti e mirate per sostenere collaboratori domestici e operai agricoli e edili, tra i quali si trovano i lavoratori più vulnerabili, come ad esempio i migranti privi di documenti.

La mancanza di libertà di movimento causata dal confinamento e dalle restrizioni di viaggio adottati in molti Paesi si è tradotta in una minore possibilità di fuggire e di trovare aiuto per le vittime della tratta di esseri umani. Ciò è vero in particolar modo per le molte vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale.

Gabriel Hatti, presidente dell'ufficio Medio Oriente e Nord Africa di Caritas, denuncia anche la difficile situazione vissuta in Libano e in altri Paesi del Medio Oriente da “molti filippini e altri lavoratori stranieri, che stanno lottando per tornare a casa dopo aver perso il lavoro a causa del COVID -19 e dell'attuale crisi economica. Ora sono in fila di fronte alle loro ambasciate, senza alcun supporto sociale o protezione psicologica e molti di loro sono perfino privi di un qualunque status legale".

A causa delle misure restrittive è inoltre più difficile per le associazioni e le autorità identificare le vittime di tratta e sfruttamento, molti dei quali sono bambini.

Durante il lockdown in India, sono stati segnalati alle autorità 92.000 casi di abusi su minori nell’arco di soli 11 giorni. Anche i bambini di famiglie economicamente disagiate potrebbero essere costretti a chiedere l'elemosina per le strade, essendo così esposti ad un alto rischio di sfruttamento.

“Le vittime della tratta di esseri umani necessitano un’attenzione immediata. Durante questa pandemia di COVID-19, Caritas Internationalis e COATNET esortano i governi a fornire queste persone accesso alla giustizia e ai servizi di base, in particolare centri di accoglienza e linee di supporto dedicate, e a mettere al tempo stesso in atto misure urgenti e mirate per sostenere i lavoratori nei settori informali. Chiediamo inoltre alle istituzioni e alle organizzazioni della società civile di proteggere i bambini dagli abusi e dallo sfruttamento, che avviene anche attraverso Internet e i nuovi media, e chiediamo a tutte le persone di buona volontà di essere vigili e di denunciare i casi di sfruttamento e di tratta di esseri umani”, ha aggiunto Aloysius John.

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