"Il risveglio di una gigante". Ecco come Ziberna vede Santa Veronica Giuliani

Una scena del film "Il Risveglio di una Gigante"
Foto: Facebook
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La vita di Santa Veronica Giuliani è stata raccontata in un film di Valeria Balban e Giovanni Ziberna, allievi del grande cineasta Ermanno Olmi. Il film si chiama "Il risveglio di una gigante". 

Ma chi era Santa Veronica Giuliani? Veronica Giuliani fece parte dell’ordine delle Clarisse Cappuccine e nel 1716 diventò badessa del monastero di Città di Castello. Scrisse un vastissimo diario di 22 mila fogli manoscritti, ‘Il Tesoro Nascosto’, pubblicato postumo, nel quale racconta la propria esperienza mistica. E’ considerata fra le più importanti contemplative-penitenti che il mondo occidentale abbia avuto.

Tutta la sua vita interiore è (in continuità con la spiritualità francescana rappresentata oltre che da san Francesco d’Assisi anche da clarisse come Camilla da Varano) una sofferta meditazione della passione di Cristo e una continua donazione espiativa per i peccati degli uomini.

La sua vita esteriore fu caratterizzata da svariati fenomeni sovrannaturali.

Il film-documentario su di lei - che ACI Stampa ha potuto visionare a Tolentino - racconta appunto la straordinaria vita della mistica Santa Veronica Giuliani, la quale è stata accompagnata fin dal suo inizio da segni soprannaturali, culminati con la stigmatizzazione a 33 anni.

Segni così grandi che Papa Leone XIII la considerò “l’anima più adornata di doni soprannaturali dopo la Madre di Dio”. La sua incredibile esperienza di Dio, considerata da alcuni ‘unica e irripetibile’, fu vissuta nel nascondimento all’interno del convento delle clarisse cappuccine a Città di Castello in Umbria.

Insomma, santa Veronica Giuliani, con origini marchigiane, è considerata fra le più importanti contemplative-penitenti che il mondo occidentale abbia avuto, tantoché nell’udienza generale del 15 dicembre 2010 papa Benedetto XVI disse: “Veronica si rivela, in particolare, una testimone coraggiosa della bellezza e della potenza dell’Amore divino, che la attira, la pervade, la infuoca. E’ l’Amore crocifisso che si è impresso nella sua carne, come in quella di san Francesco d’Assisi, con le stimmate di Gesù…"

Aggiungeva il Papa emerito: "E’ anche un’immagine del suo cammino spirituale, della sua vita interiore: stare nell’abbraccio del Crocifisso e così stare nell’amore di Cristo per gli altri. Anche con la Vergine Maria Veronica vive una relazione di profonda intimità, testimoniata dalle parole che si sente dire un giorno dalla Madonna e che riporta nel suo Diario: ‘Io ti feci riposare nel mio seno, avesti l’unione con l’anima mia, e da essa fosti come in volo portata davanti a Dio’. Santa Veronica Giuliani ci invita a far crescere, nella nostra vita cristiana, l’unione con il Signore nell’essere per gli altri, abbandonandoci alla sua volontà con fiducia completa e totale, e l’unione con la Chiesa, Sposa di Cristo; ci invita a partecipare all’amore sofferente di Gesù Crocifisso per la salvezza di tutti i peccatori; ci invita a tenere lo sguardo fisso al Paradiso, meta del nostro cammino terreno, dove vivremo assieme a tanti fratelli e sorelle la gioia della comunione piena con Dio; ci invita a nutrirci quotidianamente della Parola di Dio per riscaldare il nostro cuore e orientare la nostra vita”.

Ecco cosa ha raccontato ad ACI Stampa il regista Giovanni Ziberna, spiegando il film.

“Direi che è stata santa Veronica che ci è venuta a cercare, perché non è nata da noi la voglia di fare il film. Ne è nato un innamoramento. Il motivo del film è quello di farla conoscere a tante persone, perché crediamo che sia molto importante parlare delle armi che il Signore ha dato per trasformare il dolore in gioia, perché la sofferenza non è il fine della nostra vita, ma attraverso la croce di Cristo ci porta a fare la sua volontà. Questo è un messaggio straordinario. La vita di questa santa è rivoluzionaria come quella di Gesù, perché ci ha fatto aprire gli occhi sull’amore di Dio, che è la misericordia di Dio”.

Quanto ha influito in questo progetto Ermanno Olmi?

Credo che Olmi sia presente in me e in Manuela Baldan, perché anche lei è uscita dalla sua ‘scuderia’. Debbo moltissimo ad Ermanno, che mi ha chiamato a 21 anni per il montaggio di un suo film. Da lì ho iniziato a fare i film per professione, perché pensavo di fare il pittore nella vita. Quindi sono convinto che nel film ci sia molto del suo metodo di guardare la realtà. Io e Valeria condividiamo questa comune formazione nell’essere ‘artigiani di bottega’, come ci ha insegnato Ermanno.

Dal film è nata una conversione: ce la può raccontare?

Sì, il film ci ha portato all’incontro con il Signore e ci ha cambiato la vita, perché fino a cinque anni fa non ero battezzato. Ero alla ricerca di Dio, perché mi ero fatto una Sua idea. Invece, grazie ad una benedizione, c’è stato un vero incontro con il Dio vivente, che ha cambiato sostanzialmente le nostre vite, in quanto io e Valeria eravamo sposati in comune; ci siamo risposati in chiesa ed abbiamo battezzato i nostri figli, mentre il nostro socio produttore, Mattia Vecchi, è entrato in seminario. Quindi Dio ne ha fatte di cose nella nostra vita.

Dopo questo film avete in produzione un altro, ‘Libera nos’: di cosa tratta?

E’ un film sull’esorcismo, quindi sui pericoli che il diavolo ci mette nel nostro cammino, ma racconta anche la forza che il Signore fornisce. Le riprese sono iniziate tre anni fa ed abbiamo intervistato don Amorth. Ora che abbiamo terminato il film su santa Veronica cerchiamo di concludere questo documentario per portarlo nel prossimo anno nelle sale cinematografiche.

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