Il sangue dei martiri nel cuore di Roma

La stola del Beato Pino Puglisi
Foto: Marco Mancini Acistampa
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“Se il chicco di grano non muore non porta frutto…  Andate e predicate la buona novella del Vangelo”.

Nel cuore di Roma e più precisamente nella chiesa di S. Bartolomeo all’isola Tiberina, in quest’Anno Santo della Misericordia, è presente una mostra, organizzata su iniziativa della comunità di Sant’Egidio, nella quale sono state raccolte numerose testimonianze di martiri uccisi, nel XX secolo, in varie parti del mondo.

Lo scopo di tale iniziativa è quello di rendere presente e viva in forma permanente il ricordo di tanti cristiani che hanno versato il proprio sangue per la diffusione del Vangelo.

In modo particolare si è messo in evidenza non solamente la memoria storica di tali testimonianze ma soprattutto l’attualità di tali presenze, eroiche e coraggiose, che hanno attraversato il ventesimo secolo.

La mostra si snoda, nelle varie cappelle della chiesa di San Bartolomeo, suddividendo i vari oggetti appartenuti ai vari religiosi, sacerdoti e laici, a seconda della nazione, dov’è avvenuto il proprio martirio.

In tal modo si passa, ad esempio, dalla nostra terra dov’è presente la stola di don Pino Puglisi ,ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993 a Palermo e beatificato da papa Benedetto XVI, alla Turchia dove brilla il ricordo di don Andrea Santoro, prete romano, con la propria  la stola, il calice e la patena, ucciso il 5 febbraio 2006.

Dall’America Latina arrivano diverse testimonianze, tra cui, è doveroso ricordare dal Salvador, il messale del vescovo Beato Oscar Arnulfo Romero ,ucciso mentre celebrava il sacrifico eucaristico, il 24 marzo del 1980 a Guadalajara, da dove arriva il pastorale del cardinale Juan Jestis Posadas Ocampo, ucciso da narcotrafficanti il 24 maggio del 1993.

Dall’ex Unione Sovietica da dove è giunto il rosario di padre Aleksander Men, sacerdote della Chiesa Ortodossa ucciso il 9 settembre 1990, all’Albania dove è giunta una pisside appartenuta ai sacerdoti che celebravano, di nascosto, la Messa durante i regimi comunisti.

Dall’Africa sono presenti varie testimonianze: dal Burundi  i ricordi di suor Bernardetta Boggian di suor Lucia Pulci e di suor Olga Raschietti uccise nel 2014; dall’Algeria le croci di suor Leonella Sgorbati, dell’istituto della Consolata di Torino, e di Frèrè Christian Cherge ,monaco trappista, uccisi a Tibhirine nel 1996; dal Congo la testimonianza di Floribert Bwana-Chui , giovane funzionario e membro della comunità di Sant’ Egidio ucciso nel 2007 per aver rifiutato una tangente per far entrare nel paese delle derrate alimentari avvelenate.

Inoltre  dal Pakistan si è rinvenuta la Bibbia su cui pregava Shabbaz Bhatti, ministro cattolico ucciso da estremisti musulmani il 4 marzo del 2014.

Infine, nell’ultima cappella a sinistra, sono presenti alcuni ricordi che riguardano il continente europeo con  il rosario del beato Zefirino, martire spagnolo ed il ricordo il Paul Scnheider ucciso a Buchenwald nel luglio del 1939.

Nella penombra della Chiesa ed avvolti dal mistero della presenza di Dio,vivente nel tabernacolo della chiesa di S. Bartolomeo rivivono, costantemente, le esistenze di tante vite che si sono spese per portare al mondo una luce di verità che non può non rimanere viva nel cuore della comunità ecclesiale della città di Roma.

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