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Il Santuario del Divino Amore aspetta Papa Francesco

Papa Francesco  |  | Vatican Media / ACI Group Papa Francesco | | Vatican Media / ACI Group

Martedì primo maggio Papa Francesco si recherà in visita al Santuario della Madonna del Divino Amore. Ad accoglierlo ci saranno l’Arcivescovo vicario Angelo De Donatis, il vescovo ausiliare per il settore Sud monsignor Paolo Lojudice, il presidente degli Oblati Figli del Divino Amore monsignor Enrico Feroci, il rettore del Santuario don Luciano Chagas Costa, il parroco don John Harry Bermeo Sanchez, il rettore del Seminario della Madonna del Divino Amore don Vincent Pallippadan, le congregazioni religiose degli Oblati Figli e delle Figlie della Madonna del Divino Amore.

Al suo arrivo, il coro polifonico Mater Divini Amoris, diretto da don Domenico Parrotta, intonerà il canto “Tu es Petrus”. Il Pontefice reciterà il Rosario nel Santuario antico, davanti all’immagine della Madonna del Miracolo inaugurando in tal modo il mese mariano. Papa Francesco pregherà in special modo per la pace nel mondo e in Siria.

Dopo la preghiera, Francesco incontrerà le comunità degli Oblati Figli della Madonna del Divino Amore e delle Figlie della Madonna del Divino Amore, che operano presso il santuario. Poi benedirà la tomba del Servo di Dio don Umberto Terenzi, primo rettore e parroco del Divino Amore e fondatore delle due congregazioni religiose; quindi si fermerà con alcuni anziani parrocchiani che proprio da don Terenzi furono battezzati. In programma pure l’incontro con gli ospiti delle due strutture di accoglienza del Santuario: la Casa di riposo del Divino Amore e la Casa famiglia Mater Divini Amoris

Il santuario del Divino Amore a Roma è un luogo caro ai romani e a don Orione. Una serie di testimonianze scritte testimoniano in maniera speciale il rapporto di San Luigi Orione e Padre Umberto Terenzi fondatore del Santario del Divino Amore.

"Don Orione - scrive ancora Don Terenzi - al principio dell'Opera della Madonna, mi disse tutto quello che sarebbe avvenuto, ma non mi disse il tempo. Un orizzonte vasto di opere ancora più grandiose, anch'esse dette da Don Orione, ma non tutte quella sera. Alcune cose già dette prima, altre dette dopo nei miei lunghi colloqui con lui fino al 1940, fino alla sera della sua morte, 12 marzo. Quanta confidenza con Don Orione! E quanta riconoscenza a Dio. Egli, più che un Padre spirituale, fu per me un profeta che mi prese per mano e mi accompagnò facendomi vedere l’orizzonte da lontano nel cammino del Divino Amore".

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"Racconta Don Terenzi: - Era quello il tempo in cui ricevevo molte pressioni da parte di non pochi amici autorevoli, di autorità per lasciare la vita parrocchiale e dedicarmi alla vita della segreteria di Stato, della diplomazia, ecc., non ne ho avuto mai il minimo desiderio. Per cessare definitivamente questo tentennamento dei Superiori verso la mia povera persona, domandai una sera a Don Orione: vado contro la volontà di Dio rifiutando sempre ai Superiori quello che mi vorrebbero far fare! No, no, lasciate che vadano altri, il vostro destino è al Divino Amore, dove sarete Rettore, sarete Parroco e farete tante opere! E sulla vostra tomba ne nasceranno molte di più di quelle che farete voi, anzi il vero sviluppo delle opere della Madonna del Divino Amore, sarà sulla vostra tomba!".

"Continua - spiega ancora Don Terezi - mi ha detto, non lasciare la Madonna, sarà la città di Maria il Divino Amore. Segui le norme del cardinale e aspetta che tutto si verificherà. Già dall’altra volta ti ho sconsigliato assolutamente di proporre di affidare ai religiosi il Santuario: il Santuario deve essere Diocesano ed opera del clero romano: un’opera ci starà bene vicina, perché è necessario che il Santuario mantenga un’opera di bene; ma tutto deve dipendere dal Santuario. Non t’impaurire delle lotte, perché ne dovrai avere, essendo un’opera di Dio. Che sante parole! Ave Maria e coraggio!".

"Nel 1933 Don Orione ripete a Terenzi che il santuario diventerà una cittadella: - "Ho obbiettato: Ma quando? Perché la Madonna tarda tanto? – Ha risposto: presto, molto presto, vedrete quel che sta per succedere al Divino Amore! (questo pensiero me l’ha ripetuto più volte nel colloquio, con molta insistenza). Avrete dei lasciti, farete tutto. Comprate più terreno che potrete, perché vedrete che succederà presto. Voi farete la città della Madonna del Divino Amore. Tra circa quindici anni, sì, ve lo dico, siatene certi, al Divino Amore ci sarà una città come Pompei, e verrà tanta, tanta gente alla Madonna.

Predice la confondatrice dell’opera. "Mi disse - prosegue Terenzi - con tanta vivacità e tanta convinzione, prendendomi per un braccio e stringendomi a sé, davanti all’altare di Pompei: state attento, tramonterà la gloria di Pompei, di Lourdes e di Fatima. E sorgerà per il mondo e per la salvezza del mondo la gloria del Divino Amore! Se lo diceva lui con tanta assicurazione, con tanta fede, era certamente perché vedeva che questo Divino Amore dovrà portare il trionfo di Dio, che il Cuore Immacolato di Maria deve trionfare".

Ad attendere Papa Francesco anche i tanti ospiti della ‘Casa del Divino Amore per Anziani’, una struttura che si trova nel cuore del Santuario tanto caro ai romani, gestita dalla Nuova Sair. In questa struttura trovano riposo, calore ed accoglienza 24 ospiti over 75.

 

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