Il segreto della santità nella vita di Madre Teresa

La copertina del libro
Foto: Edizioni San Paolo
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La canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta sarà anche la occasione per un Giubileo particolare, quello degli operatori di misericordia. Una misericordia umana certo, ma che si alimenta a quella divina. Ecco perché rileggere la vita terrena della santa degli ultimi è parte della preparazione al Giubileo.

La sua vita, semplice e misteriosa, è raccontata da Saverio Gaeta nel libro “ Madre Teresa” delle Edizioni San Paolo. Non solo una biografia oleografica, ma la storia di un’anima che ha attraversato la gioia e il travaglio del rispondere “si “ a Dio con tutta sé stessa.

Anche quella “ notte oscura” che è tipica di grandi mistici e lo svilupparsi e allargarsi di quella congregazione con il sari bianco degli ultimi tra gli ultimi.

Saverio Gaeta ripercorre il cammino che da Skopje, da quel 26 agosto 1910 porta la piccola Agnese in India. C’è la  morte del papà Nikola, probabilmente avvelenato dagli avversari politici serbi, i viaggi, il Nobel e i 124 premi che accettò “solo in nome dei miei poveri”.

Nelle pagine di questa biografia che scorre via come un romanzo, ci sono le parole e le vicende di una vita famosa combattuta nella semplicità e nell’umiltà, fino alla malattia, ma soprattutto si ritrovano le grandi linee spirituali dell’operare di Madre Teresa. La strada della contemplazione.

Certo per la santità dichiarata non bastano le buone opere. Serve che le certifichi Dio con la risposta ad una preghiera di intercessione. E così è stato quando Madtre Teresa è diventata beata, ed ora che diventa santa. Hanno pregato lei perché Dio esaudisse le loro preghiere, e lei è stata ascoltata ed esaudita.

Anche di questo si legge nella biografia scritta da Gaeta. Una fitta serie di eventi prodigiosi  che partono dalla conversione. Catene di preghiera che si snodano da un parte all’altra del mondo e che hanno portato alla canonizzazione in meno di 10 anni.

Una donna tanto forte e decisa nella sua immensa dolcezza che Papa Francesco ricordandola nel suo viaggio in Albania, raccontò di averla avuta vicina al Sinodo del 1994.

E Gaeta riporta proprio quell’episodio con la frase di Francesco: “ Avrei avuto paura se fosse stata la mia superiora!”.

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