Il treno di Pio IX è uno dei "capolavori da scoprire" alla Centrale Montemartini

Pio IX sul suo treno
Foto: Centrale Montemartini
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Era il 1858 e Papa Pio IX, a vent’anni dalla nascita della prima ferrovia in Italia, la Napoli Portici, aveva intuito il ruolo fondamentale che avrebbe avuto la rete ferroviaria per lo sviluppo della nazione: Sin dall’inizio del suo pontificato diede il via alla costruzione di alcune linee ferrate, che collegarono Roma con i principali centri dello Stato Pontificio.

L’inaugurazione della prima linea, la Roma – Frascati (linea Pio - Latina), avvenne il 7 luglio 1856: il percorso di 19 km era coperto in poco più di mezz'ora. Seguirono nel 1859 la linea Roma - Civitavecchia (Pio-Centrale), lunga 73 km e nel 1862 la linea Roma - Velletri - Ceprano.

Ma proprio nel 1958 si compie il viaggio inaugurale di tre vagoni che compongono il treno papale commissionati dalle Società “Pio Centrale” e “Pio Latina” ad aziende francesi per farne dono al Pontefice. Il viaggio fu compiuto da Pio IX il 3 luglio 1859: dalla stazione di Porta Maggiore, allora capolinea delle linee ferroviarie pontificie, il treno raggiunse la stazione di Cecchina (Albano).

Il treno di Pio IX oggi è in mostra al Museo della Centrale Montemartini che gli dedica una sala: la Sala del Treno di Pio IX che arricchisce l’esposizione museale con l’apertura al pubblico per iniziativa dell’Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Complessi lavori di ristrutturazione hanno reso possibile l’adeguamento della Sala Caldaie n. 2 della Centrale Montemartini quale sede espositiva permanente delle carrozze del treno papale, già conservate  nel Museo di Roma a Palazzo Braschi.

Dopo il 1870, le tre carrozze furono ospitate a lungo in una rimessa della stazione di Roma Termini, dove furono depredate di alcuni ornamenti. Nel 1911, ricomparvero in veste di cimelio storico nella mostra che celebrava il cinquantenario del Regno d'Italia a Castel Sant'Angelo, dove rimasero in deposito fino al loro trasferimento, nel 1930, nella prima sede del Museo di Roma in via dei Cerchi. Il 2 agosto 1951 i vagoni furono trasportati a Palazzo Braschi, attraversando in modo spettacolare le vie della città su un carrello ferroviario a otto ruote, lungo dieci metri. Giunti a destinazione, per consentire  il loro ingresso nel palazzo, si rese necessario praticare un’apertura  sulla facciata prospiciente piazza Navona.

La compagnia “Pio-Centrale” fece dono a Pio IX di due vagoni, a due assi, progettati in modo da viaggiare sempre accoppiati, costruiti a Parigi nel 1858 dalla Ditta Delettrez.

Il primo vagone, la cosiddetta  balconata, serviva come loggia per le benedizioni papali. L'interno è arricchito con dorature e velluti e la volta è decorata da un finto velario dipinto, cosparso di stelle.

La seconda vettura, collegata alla prima da una piccola piattaforma di raccordo con ringhiere e cancelletti in ferro battuto, è costituita da una Sala del trono con piccolo appartamento annesso, ad uso privato del Pontefice, rivestito di stoffe purpuree. La terza vettura, la Cappella, è ancora più sontuosa. Offerta dalla società francese che gestiva la linea “Pio – Latina”, per i viaggi sulla linea Roma-Frascati, costituisce uno dei primi esempi di vettura poggiata su due carrelli snodati a perno, a quattro ruote ciascuno. È una cappella consacrata nella quale il papa tenne messa durante uno dei suoi viaggi.

Nella nuova sala sono state allestite anche altre opere, tra cui due preziosi tondi, opere di Jean Léon Gérôme (1856-1858), raffiguranti La Vergine con il Bambino e Il Buon Pastore, i quali decoravano l’ambiente principale della carrozza detta “Cappella”, destinati quindi alla devozione privata del pontefice durante gli spostamenti con il treno papale. Una teca conserva un modellino di treno a vapore, realizzato in legno e metallo nel secondo quarto del XIX secolo, dono di una compagnia ferroviaria britannica a papa Gregorio XVI (1831-1846), per illustrare il funzionamento del nuovo mezzo di trasporto e incentivare la costruzione delle strade ferrate nello Stato Pontificio.

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