Il Vaticano chiede il rilascio dei pescatori trattenuti in Libia dal 2 settembre

Nel messaggio del Cardinale Turkson per la Giornata Mondiale della pesca, un settore particolarmente colpito dalla pandemia

Pescatori
Foto: www.humandevelopment.va
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“In questa Giornata Mondiale della Pesca, il mio pensiero va ai pescatori di tutto il mondo che vivono disagi e difficoltà. Vorrei menzionare, in particolare, i diciotto pescatori di diverse nazionalità provenienti da Mazara del Vallo, in Sicilia, che sono trattenuti in Libia dal 2 settembre, senza possibilità di comunicare con le loro famiglie.

Queste continuano ad aspettare con ansia informazioni sui loro cari e l'opportunità di parlare con loro. Ma, soprattutto, sono impazienti di riunirsi.

Per questa semplice ragione umanitaria, faccio appello ai Governi e alle Autorità nazionali competenti affinché risolvano questa penosa situazione e trovino una soluzione positiva attraverso un dialogo aperto e sincero.”

Lo si legge nel Messaggio del Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale il cardinale  Peter Kodwo Appiah Turkson, in occasione della Giornata Mondiale della Pesca che si celebra domani 21 novembre 2020.

Nel testo il cardinale ricorda che questo settore del lavoro marittimo fornisce una fonte di occupazione a circa 59,5 milioni di persone e un lavoratore su due è una donna.

Il Covid -19 ha creato moltissimi problemi al settore soprattutto per “la vendita del pesce fresco, e dei prodotti correlati principalmente per quanto riguarda il crollo della domanda e l'abbassamento dei prezzi offerti per il pescato così che, nella situazione attuale, la pesca, la lavorazione del pesce, il consumo e il commercio sono andati costantemente diminuendo”.

C’è poi la questione della pesca intensiva illegale che crea danni che riguardano non “soltanto la popolazione costiera in quanto miliardi di persone necessitano del pesce per il loro approvvigionamento in proteine, e la pesca è la principale fonte di sostentamento per milioni di persone in tutto il mondo”.

La chiusura dei porti per la pandemia non ha permesso ricambio di equipaggi e molti sono i contagiati e coloro che non hanno potuto contattare le famiglie.

“La stragrande maggioranza dei pescatori nel mondo - si legge nel testo- sono stati, per diversi motivi, esclusi dalla "protezione sociale" di base fornita da alcuni Governi nazionali e, per sopravvivere, sono stati costretti a fare affidamento sulla generosità di organizzazioni caritatevoli o sull'assistenza della comunità locale”.

Problemi annosi come il lavoro forzato e la tratta di esseri umani  sono diventati più gravi con la pandemia, tanto da portare a vere forme di schiavitù.

Il messaggio fa riferimento a Fratelli tutti e ricorda che “la via verso la piena protezione dei diritti umani e del lavoro di tutte le categorie di pescatori è ancora lunga e tortuosa” e  che “è  il momento di agire!”

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