In attesa della pubblicazione del rapporto, l’AIF tiene un seminario in Vaticano

L’Autorità di Informazione Finanziaria della Santa Sede ha tenuto una sessione di aggiornamento per le autorità pubbliche della Santa Sede e della Città del Vaticano

Il presidente AIF Carmelo Barbagallo durante il seminario dell'AIF
Foto: Vatican News
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Dovrebbe uscire a breve il rapporto annuale dell’Autorità di Informazione Finanziaria vaticana, l’ente di vigilanza e intelligence sulle finanze della Santa Sede che in questi mesi ha visto un quasi totale cambio della dirigenza. Nel frattempo, è giunta notizia di una due giorni di confronto con le autorità pubbliche di Santa Sede e Stato di Città del Vaticano sulle disposizioni in materia di prevenzione al riciclaggio e finanziamento al terrorismo.

Colpisce, nelle cronache dell’incontro, che non venga citato alcun intervento del nuovo direttore dell’AIF, Giuseppe Schlitzer, mentre sono intervenuti il presidente Carmelo Barbagallo, il vicedirettore Federico Antellini Russo e Anita Titomanlio dell’ufficio giuridico della Segreteria di Stato vaticana. I regolamenti e i provvedimenti citati, in particolare l’istituzione del Comitato di Sicurezza Finanziaria, sono comunque parte di un lavoro che l’Autorità ha fatto in passato, a partire dal 2012, rafforzando così il sistema finanziario della Santa Sede e rendendolo credibile a livello internazionale, come hanno testimoniato i rapporti sui progressi di MONEYVAL.

Secondo quanto riportato da Vatican News, il presidente Barbagallo ha affermato che si tratta di “un momento particolarmente complicato” per l’economia, con una crisi economica che porterà ad un calo del PIL stimato al 6 per cento, e che è in questi casi che “la criminalità riesce a insinuarsi nel tessuto dell’economia e riesce a prendere contatti con i soggetti deboli”.

Il presidente dell’AIF ha comunque voluto sottolineare che “le normative vaticane sono in linea con le normative del resto del mondo” e ha affermato che “la normativa sugli appalti è all’avanguardia”. Anche questa, era allo studio da tempo, e rispondeva alla necessità della Santa Sede di adeguarsi alla Convenzione di Merida del 2016, fatto per il quale c’era già stata una riforma dell’ufficio del revisore.

Federico Antellini Russo, vicedirettore dell’AIF, ha affermato che la normativa “si sta evolvendo ogni anno perché tiene conto di quelli che sono non soltanto i parametri europei ma tiene conto anche della peculiarità della giurisdizione”, e ha ricordato che il Comitato di Sicurezza Finanziaria “ha deciso di estendere non solo la formazione ma anche una forma di prevenzione, di consapevolezza e per certi versi di supporto anche alle autorità pubbliche della Santa Sede, dello Stato Città del Vaticano. Questo significa che loro sono soggetti con obbligo di segnalazione di attività sospette all’Autorità di informazione finanziaria".

Anita Titomanlio, ha annunciato che ci saranno “questionari di autovalutazione, che saranno compilati dalle autorità pubbliche e inviati alle autorità di informazione finanziaria per predisporre un piano di azione, nel caso ci fossero delle carenze per il contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo”.

(aggiornamento 17.28)

Nella serata del 17 giugno, l'Autorità di Informazione Finanziaria e l'Ufficio del Revisore Generale hanno annunciato di aver sottoscritto un protocollo di intesa per "rafforzare i già intensi rapporti di collaborazione in essere tra le due Autorità, anche attraverso la previsione di incontri periodici a livello sia strategico sia operativo". In realtà, già lo scorso anno i due enti avevano firmato un protocollo di intesa, firmata dall'allora presidente René Bruelhart e dal revisore generale ad interim Alessandro Cassinis Righi. Resta da vedere se questo nuovo protocollo è un aggiornamento del precedente, di cui non viene fatta menzione, o un protocollo di tipo nuovo. 

 

 

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