In un libro i Musei Vaticani come non li avete mai visti

Il laboratorio di restauro marmi
Foto: Musei Vaticani
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Chi arriva a visitare i Musei Vaticani, se sopravvive alla lunga fila di attesa, si dirige con passo svelto alla Cappella Sistina, va a vedere il Museo Egizio, le statue romane, il Laocoonte e le Stanze della Signatura. E poi?

I Musei sono molto di più, non solo per le collezioni esposte, ma per quello che non si vede. Per la prima volta si aprono le porte degli straordinari laboratori di restauro e tanto altro grazie ad un volume “ I musei Vaticani” realizzato da Edizioni Musei Vaticani e Focus Storia. Storie, aneddoti, riprese e vedute fotografiche inedite, dettagli poco conosciuti ai più sulle opere e sulle acquisizioni avvenute nel corso dei secoli.

L’opera, conduce il lettore nel dietro le quinte dei Musei – dove non arrivano gli occhi degli oltre sei milioni di visitatori l’anno – mostrando in che modo uno dei più importanti musei al mondo riesca a funzionare in maniera organica attraverso la collaborazione ed il confronto tra specialisti di vari settori: storici dell’arte, restauratori, biologi, curatori, ricercatori, chimici, professionisti, impiegati e custodi che ne garantiscono la vitalità e l’interdisciplinarietà.

Sfogliando le pagine del libro si incontra chi giornalmente si occupa di preservare i tesori custoditi nei Musei del Papa. Ci si avvicina al lavoro di una schiera di restauratori, di marmi, pitture, metalli, mosaici, carta e arazzi che ogni giorno esamina, risana, resuscita, aggiusta, ritocca i tesori secolari dei Pontefici: oltre 70 000 opere in mostra su 40000 mq di superficie, più altre 50 mila in deposito.

L’autore è Sandro Barbagallo, Curatore delle Collezioni Storiche dei Musei Vaticani,  pregevole l’apparato fotografico, con immagini a colori a piena pagina degli ambienti museali, delle opere esposte, nonché vedute panoramiche e inediti scatti dello staff al lavoro nei laboratori.

I Musei Vaticani sono patrimonio dell’umanità e la loro origine si fa risalire al 1506 quando il Laocoonte venne collocato nel “Cortile delle Statue” del Belvedere per volontà di Giulio II della Rovere. Oggi si tratta di una grande struttura, in cui lavorano giornalmente circa ottocento persone, ognuno dei quali ha un compito preciso perché tutti collaborino a far funzionare questa grande macchina organizzativa, guidata da un Delegato Amministrativo Gestionale. E poi restauratori, fotografi,  bibliotecari  archivisti, ma anche agli addetti alla didattica e alle Segreterie e il Corpo di Custodia e i  Clavigeri, che ogni giorno si occupano della sicurezza di opere e persone. E poi gli addetti alle pulizie o alla ristorazione e la Squadra Manutenzione. I Musei Vaticani sono un mondo poliedrico in cui, come diceva Giovanni Paolo II, «la Storia dell’Arte non è soltanto storia di opere, ma anche di uomini ».

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