Incarico nelle periferie per l'ex Osservatore vaticano alle Nazioni Unite

L'arcivescovo Francis Assisi Chullikatt parla dal podio ad un evento
Foto: Archivio CNA
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Da quando l’arcivescovo Bernardito Auza era stato nominato osservatore permanente della Santa Sede presso l’ufficio delle Nazioni Unite di New York nel luglio 2014, era rimasto senza incarico. Ma ora, quasi due anni dopo, l’arcivescovo Francis Assisi Chullikatt ha una nuova nomina in tasca: quella di nunzio apostolico in Kazakhstan e Tadjikistan. Lo riferisce il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede.

La sfida che gli viene affidata è grande: fare bene in una realtà periferica come quella del Kazakhstan e del Tadjikistan, posti dove la comunità cattolica è minoranza.

In Kazkhstan vi sono una arcidiocesi, due diocesi e una amministrazione apostolica. È un Paese a maggioranza musulmano, e dal 2011 le nuove norme sulla libertà religiosa rischiavano seriamente di penalizzare la Chiesa cattolica, perché mettevano sotto controllo tutte le realtà religiose a rischio.

In Tadjikistan la situazione è differente: è una Chiesa cattolica giovane, i primi cattolici giunti nel Paese furono i tedeschi deportati dal regime sovietico dopo la Seconda Guerra Mondiale da Russia, Estonia e Ucraina. La “Chiesa tedesca” (così veniva chiamata) si spopolò con la guerra civile tagika del 1992, a causa della quale migliaia di persone lasciarono il Paese, compresi i sacerdoti. Rimase solo un gruppo di Missionarie della Carità e da alcuni sacerdoti. Nel 1997, San Giovanni Paolo II istituì una missio sui iuris affidata ai preti dell’Istituto del Verbo Incarnato, ed è questa ancora la struttura che regge la struttura della Chiesa tagika.

Sono queste le due realtà che dovrà affrontare l’arcivescovo Chullikatt. Ha esperienza in zone di conflitto. Originario di Bolghatty (India), nato nel 1953 e sacerdote dal 1978, è stato nunzio apostolico in Giordania e Iraq dal 2006 fino al luglio del 2010. In quel periodo, ha combattuto duramente per difendere i cristiani della regione dalle persecuzioni.

Nonostante si chiami “Francis Assisi”, l’arcivescovo Chullikatt non è francescano, ma un prete diocesano che proviene dalla diocesi di Varpuzha. Tra i suoi incarichi diplomatici, quelli in Honduras, in vari posti dell’Africa del Sud e nelle Filippine.

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