La Catalogna in Italia grazie alla festa di San Jordi e alla tradizione del dono di libri

Una festa della cultura che permette di conoscere una parte di storia europea

Diada de Sant Jordi, Sant Jordi, de Josep Llimona
Foto: Vicente Zambrano González Casa de la Ciutat , Llimona, Josep
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Il 23 aprile in Catalogna è festa grande. Si celebra San Giorgio , Sant Jordi che dal 1456 patrono della Catalogna. La tradizione vuole che si donino libri e rose, che rappresentano la celebrazione della cultura e dell’amore. 

La Delegazione in Italia del Governo della Catalogna da diversi anni promuove iniziative per far conoscere al pubblico italiano questa bella tradizione. Quest’anno, non potendo organizzare eventi in presenza a causa della pandemia, si è deciso di promuovere gli scrittori catalani grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione Librerie di Roma. Venerdì 23 aprile chi deciderà di acquistare un libro di un autore catalano in una delle librerie aderenti riceverà in omaggio una rosa e una simpatica sorpresa.

La festa nasce in Catalogna per fidanzati e innamorati sulla leggenda del cavaliere che salvò la figlia di un re uccidendo un drago, dal cui sangue spuntò un roseto, motivo per il quale si regala una rosa alla persona amata. Negli anni Venti del secolo scorso si aggiunse la consuetudine di regalare anche un libro. Questa tradizione è all'origine della proclamazione da parte dell'UNESCO, nel 1996, della Giornata mondiale del Libro, proprio il 23 aprile, data che coincide con la morte di due grandi autori come Cervantes e Shakespeare.

A Barcellona e nel resto della Catalogna, il 23 aprile è consuetudine vedere le strade e le piazze piene di bancarelle che vendono rose e libri.

Quest’anno con la pandemia tutto sarà diverso, ma soprattutto la festa sbarca in Italia. 

Come spiega il delegato Luca Bellizzi, nonostante le restrizioni dovute alla pandemia, in una ventina di librerie di Roma sarà possibile acquistare opere di autori catalani e ricevere una rosa .

La festa di Sant Jordi è un evento tipicamente catalano. Perché riproporla in Italia?

Effettivamente il giorno di Sant Jordi a Barcellona e nel resto della Catalogna si respira un clima di allegria contagioso e suggestivo. Le strade, e in particolare les Ramblas, Passeig de Gràcia e Rambla Catalunya, si riempiono di bancarelle che attirano migliaia di visitatori, con il profumo delle rose che si sparge nell’aria e cumuli di libri in cui spiccano le ultime novità editoriali. È un evento talmente bello e attraente che ci è sembrato naturale farlo conoscere anche in Italia. Ancora di più in questo periodo di pandemia perché in qualche modo stabilisce una “connessione” che non è solo virtuale, alla quale purtroppo siamo ormai abituati, ma reale, sebbene ancora limitata, tra lettori, librai, autori ed editori, attraverso il libro. Avere in mano un volume, sfogliarlo, resta una sensazione unica. A questo si aggiunge l’aspetto tipicamente romantico, rappresentato dal dono delle rose.

Quali legami ha la cultura catalana, e in particolare la letteratura, con l’Italia?

I contatti sono molto antichi, sia dal punto di vista storico che letterario. Cito un solo esempio, visto che siamo nell’anno di Dante a 700 anni dalla morte: la prima traduzione della Divina Commedia, in versi, in un’altra lingua fu fatta proprio in catalano da Andreu Febrer, che completò il manoscritto il 1º agosto 1429. L’opera successivamente fu data alle stampe nel 1474.

Il 23 aprile non ha le stesse caratteristiche della “Diada”, la festa nazionale dell’11 settembre, ma è comunque un giorno di rivendicazione dell’identità catalana: in che modo?

Bisogna partire da un dato di fondo: la lingua è uno degli elementi unificanti e peculiari della Catalogna. Per questo con il trascorrere degli anni questa festa è diventata un momento di rivendicazione delle radici e dell’identità catalana, attraverso la difesa e la promozione della nostra lingua e della nostra cultura. Non ci sono infatti solo gli aspetti letterari. Penso al cinema o alla musica: l’ultima volta che abbiamo potuto festeggiare Sant Jordi in presenza a Roma abbiamo organizzato, tra le altre cose, un concerto che riscosse un buon successo. E il simbolo di questa rivendicazione è senza dubbio la senyera, la bandiera a strisce orizzontali gialle e rosse della Catalogna, che il 23 aprile viene esposta in tantissimi balconi di tutto il Paese.

Cosa vi aspettate da questa iniziativa?

Di rafforzare i legami, già esistenti, tra l’Italia e la Catalogna. Il pubblico italiano è per natura aperto a nuove esperienze culturali, sono certo che saprà accogliere con interesse anche questa attività. Con l’auspicio che fin dal prossimo anno l’iniziativa possa estendersi ad altre città oltre Roma: i segnali che ci sono già arrivati in tal senso ci lasciano ben sperare.

 

Per ulteriori approfondimenti è possibile collegarsi al canale Youtube del Dipartimento di azione estera del Governo della Catalogna dove vengono pubblicate le brevi videoclip del ciclo “La Catalogna raccontata agli italiani” che illustrano storia, tradizioni, curiosità e letteratura catalane.

 

 

 

 

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