La Chiesa degli Emirati e della Penisola Araba, un storia che nasce nel 1888

Una immagine storica del Vicariato
Foto: ofmcap.org
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La storia della Chiesa cattolica negli Emirati è parte di quella del Vicariato apostolico dell'Arabia, oggi diviso in Sud e Nord.

Il Vicariato Apostolico dell’Arabia Settentrionale è guidato dal vescovo Camillo Ballin e comprende, Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein,Qatar. Il Vicariato Apostolico dell’Arabia Meridionale, guidato dal cappuccino Paul Hinder riunisce Emirati Arabi, Oman e Yemen.

La situazione della libertà di pratica religiosa è diversa secondo i paesi.
In Arabia Saudita, per esempio, dove vive il maggior numero di cattolici, non è permessa nessuna chiesa. Diversa la situazione in Bahrain, Oman, Quatar, e perfino nello Yemen, dove si trovano limitati luoghi di culto e quindi possibilità di pratica cattolica. Ma rimane proibita la conversione al cristianesimo.
I cattolici di tutto il Vicariato sono circa 700 mila cattolici, ma la pratica è molto difficile e piena di ostacoli. Il Vicariato ha una trentina di sacerdoti, tra cui alcuni cappuccini di Firenze, mentre gli altri sono di diversi paesi. Le suore sono una sessantina e appartengono a sei diverse congregazioni.

La missione di Aden iniziò nel 1841, quando la zona venne affidata ai Servi di Maria, divenne Vicariato il 4 Maggio 1888 e affidata a Mons. Luigi Lasserre, dei cappuccini di Lione. Nel 1889 assunse la denominazione di vicariato apostolico di Arabia.

Dal 1916 la cura del vicariato è affidata ai frati cappuccini della  provincia   toscana. Nel 1973 la sede fu trasferita dallo Yemen agli Emirati Arabi Uniti e il 31 maggio 2011 il Vicariato si è diviso in settentrionale e meridionale. I vicari apostolici sono membri di diritto della Conferenza dei vescovi latini nelle regioni arabe.

A partire dalla missione ad Aden nel 1916, i cappuccini toscani hanno perseverato in condizione di estrema difficoltà e hanno costruito la chiesa nella penisola in un periodo di cento anni. Con il boom del petrolio c'è stato un flusso di lavoratori migranti verso il Golfo. La generosità e l'apertura delle autorità dei paesi del Golfo hanno permesso ai Cappuccini di stabilire nuove fondazioni in Bahrain (1939), negli Emirati Arabi Uniti e Oman (1960) e anche in altri paesi del Golfo.

I reggitori Sceicchi sono stati comprensivi nel permettere dei luoghi di culto, almeno uno in ogni emirato. Fin dal 1962 lo Sceicco di Abu Dhabi ha dato un terreno per costruire una chiesa e una scuola.

Anche l'Emirato di Sharjah ha la sua chiesa dal 1974 e un sacerdote residente. C'è anche un quarto luogo di culto in Al Ain, che fa parte dell'Emirato di Abu Dhabi.

Uno dei personaggi storici del Vicariato è monsignor Gremoli, scomparso nel 2017 a 101 anni. Fu suo il grande impulso costruttivo e pastorale del Vicariato che guidò fino la 2005.

Importantissime le scuole cattoliche. Aperte a tutti con 14.080 alunni per il 35% cattolici e, per il 60% islamici. La scuola col maggior numero di alunni è la St. Mary School di Dubai (2.430 alunni), che va dal Kindgarten all'università. Segue la Sacred Heart School di Bahrain, affidata alle comboniane, con 1.568 alunni, sei dei quali nel 1999 hanno fatto parte dei 50 che il governo dell'isola ha inviato a Londra per il Master in alcune discipline particolari.

Le suore hanno un ruolo speciale. Le prime arrivarono nel 1886, le Terziarie Francescane di Calais, e nel 1950 arrivarono in Aden le Suore Missionarie Comboniane, che vi restarono fino al 1973, quando furono allontanate dal nuovo governo installatosi nel paese. Allora si trasferirono a Dubai, non lontano da Abu Dhabi, dove il Vicario Apostolico aveva portato la residenza.

Da 50 anni, quindi, le Comboniane lavorano a fianco dei missionari cappuccini toscani, ai quali nel 1916 venne affidata la difficile missione di Aden. Nel Vicariato lavorano anche altre congregazioni, come le Missionarie della carità di Madre Teresa, che hanno quattro case per l'assistenza agli anziani e agli handicappati nello Yemen (San'a, Thaiz, Aden e Hodeida, dove tre di loro tre anni fa furono uccise); le Suore Caldee Figlie di Maria Immacolata di Bagdad (arrivate nel 1973), che dirigono una scuola araba a Dubai e a Sharja; le Suore del Rosario, a cui sono affidate le scuole di Abu Dhabi e di Sharja; le Carmelitane di S.Teresa, indiane, impegnate nella scuola e nella catechesi nel capoluogo; le Suore Bianche, che garantiscono l'assistenza medica alla povera gente di Hodeida (Yemen), e ai dimenticati pescatori di Durayhimi, un villaggio poco lontano dal centro, bruciato dalla sabbia e dalla salsedine.

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