La famiglia, centro dell’impegno internazionale della Santa Sede

Copie dell'Amoris Laetitia, l'esortazione apostolica sulla famiglia che sta riscuotendo interesse anche nel mondo diplomatico
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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La famiglia? È decisiva per il futuro del mondo. Ne è convinto l’arcivescovo Bernardito Auza, osservatore Permanente della Santa Sede presso l’ufficio ONU di New York. Tanto che la missione ha organizzato, all’inizio del mese scorso, evento su maternità e paternità che è passato un po’ sottotraccia sui media. E che pure testimonia come l’impegno della Santa Sede per la famiglia è vivo e presente.

Non è solo il tempo delle grandi battaglie contro l’ideologia del gender, condannata anche da Papa Francesco. È anche il tempo di ristabilire che una famiglia è formata da un padre e una madre. Un approccio che è stato seguito, appunto, dalla missione ONU presso la Santa Sede.

Gli interventi sono stati variegati. Thomas Walsh, presidente delle Universal Peace Federation, ha sottolineato che “la famiglia è la scuola dell’amore” e che “l’amore dovrebbe essere uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile”. E Brian Caufield, direttore del sito “The Fathers for Good” ha lamentato l’assenza dei padri dalla scena pubblica della famiglia.

Da sempre, la Santa Sede persegue l’idea di un vero e proprio “diritto alla famiglia” che fu implementato con la Carta dei Diritti della Famiglia, documento di cui si è festeggiato il trentennale.

Ma cosa succede quando dall’ambito multilaterale si arriva alla politica nazionale? Nonostante le spinte per la legalizzazione del matrimonio omosessuale in molti Paesi, la volontà popolare mostra una posizione completamente diversa: in Slovenia e Slovacchia iniziative della cittadinanza hanno difeso la famiglia tradizionale, in Romania sono state raccolte tre milioni di firme in favore per convocare un referendum emendativo della Costituzione che definisca chiaramente che il matrimonio è tra uomo e donna.

C’è, insomma, una attenzione per la famiglia costante, testimoniata dai due sinodi sul tema convocati da Papa Francesco. Una attenzione che va molto al di là del tema della Comunione ai divorziati risposati, che tanto ha appassionato il dibattito pubblico.

Per comprendere quanto la famiglia sia fondamentale, c’è un Indice Globale Indipendente sulla famiglia, recentemente pubblicato dalla Fondazione Novae Terrae. L’indice misura il modo in cui è rispettato il diritto alla famiglia nel mondo, utilizzando 19 indicatori e 4 diverse dimensioni, analizzando 46 Paesi. I risultati sono interessanti. Da una parte, si nota che i primi Paesi della lista sono sì quelli che mettono in campo maggiori aiuti economici alla famiglia (Danimarca, Nuova Zelanda, Svezia e Norvegia), ma sono anche quelli dove la famiglia naturale è messa più a rischio.

Luca Volonté, direttore della Fondazione Novae Terrae, spiega ad ACI Stampa che “l'IGIF misura per la prima volta e in modo obiettivo il 'se' e il 'come' i paesi del mondo rispettano le convenzioni e dichiarazioni internazionali, da loro stessi sottoscritte, sui diritti della famiglia e dei genitori”.

È un indice che si candida ad essere uno strumento da utilizzare nelle discussioni internazionali, e di certo – spiega Volonté – “saremmo molto orgogliosi che anche i diplomatici della più longeva ed esperta diplomazia mondiale (Santa Sede) potessero richiamare i fatti, i dati e le analisi che ci siamo permessi, in collaborazione con la Università Cattolica di Milano e con decine di esperti in tutto il mondo, di analizzare nel nostro IGIF”.

Un indice che risponde ad una esigenza ormai molto presente nel dibattito pubblico. Papa Francesco parla spesso della crisi demografica, è un tema che gli sta molto a cuore. Volonté nota che “sempre più studi e ricerche dimostrano, in ogni parte del mondo, che la famiglia e la sua stabilità/fedeltà non solo esclusivamente un bene per i suoi componenti (genitori, figli, parenti) ma anche per la comunità (municipalità, regione, nazione). Dobbiamo ammettere che i continui richiami di Papa Francesco che ha dedicato molti richiami alla famiglia, in particolare la Catechesi del Mercoledì sul matrimonio e i due Sinodi, ha contribuito fortemente a una presa di coscienza da parte dei genitori ma anche delle autorità sul valore insostituibile della famiglia”.

L’impegno per la famiglia ha caratterizzato tutti i pontificati, conclude Volonté. “La famiglia – dice - è stata ed è messa sotto attacco. Lo hanno ripetuto gli ultimi tre pontefici con una chiarezza disarmante, proprio perché il consumismo, il relativismo e il nichilismo (come l'ideologia comunista nel secolo scorso) vedono nella famiglia l'unico baluardo della libertà e della gratuità delle relazioni tra le persone”. Per questo, “oggi chiunque difenda la realtà, cioè il valore laico della famiglia nella società, si trova al contempo a difendere la libertà e i valori stessi della democrazia. L'ideologia del gender e la sua azione colonizzatrice ed ideologica intollerante, descritte con fermezza da Papa Benedetto XVI e da Papa Francesco, non mirano solo a distruggere la famiglia come dono e chiamata di Dio, ma consapevolmente o meno vogliono distruggere la società e trasformarla in un indifferenziato mondo di monadi, dunque nomadi senza meta”.

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