La giornata per la vita in Italia nel nome di Madre Teresa

Madre Teresa di Calcutta
Foto: CNA
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“Donne e uomini per la vita, nel solco di santa Teresa di Calcutta”. I vescovi italiani hanno scelto questo tema per la Giornata della vita che si celebrerà domani, domenica 5 febbraio.  Nel messaggio i presuli ricordano sottolineano che “il sogno di Dio - fare del mondo una famiglia – diventa metodo quando in essa si impara a custodire la vita dal concepimento al suo naturale termine e quando la fraternità si irradia dalla famiglia al condominio, ai luoghi di lavoro, alla scuola, agli ospedali, ai centri di accoglienza, alle istituzioni civili”, si legge nel testo diffuso nell’ottobre scorso: “Il sogno di Dio si realizza nella storia con la cura dei bambini e dei nonni.

I bambini ‘sono il futuro, sono la forza, quelli che portano avanti. Sono quelli in cui riponiamo la speranza’; i nonni ‘sono la memoria della famiglia. Sono quelli che ci hanno trasmesso la fede’”. I vescovi ricordano le parole di Papa Francesco evidenziando che “quando il Papa commenta la Parola di Dio al mattino o quando tiene discorsi nei vari viaggi apostolici, non manca di incoraggiare a sognare in grande”. Educare alla vita significa “entrare in una rivoluzione
civile che guarisce dalla cultura dello scarto, dalla logica della denatalità, dal crollo demografico, favorendo la difesa di ogni persona umana dallo sbocciare della vita fino al suo termine
naturale”, come “ripete ancora oggi Santa Teresa di Calcutta con il famoso discorso pronunciato in occasione del premio Nobel 1979: ‘Facciamo che ogni singolo bambino sia desiderato’”.

Una ricorrenza, quella della Giornata nazionale per la Vita – giunta alla 39ma edizione -  che nelle varie diocesi italiane  sarà vissuta con momenti di riflessione, preghiera e approfondimento.

Ieri sera il presidente della Cei, il card. Angelo Bagnasco ha presieduto a Genova una “Veglia per la Vita” promossa dalla diocesi di cui è arcivescovo. “Sono convinto che una famiglia che prega non cadrà mai nella disperazione e troverà sempre il modo di rimanere fedele e salda”, ha detto recentemente il porporato sottolineando che “la stessa educazione dei figli troverà un fondamento sicuro nonostante le turbolenze delle diverse età e le prove. Durante la veglia – come ha scritto questo sito annunciando l’iniziativa – è stata offerta alle famiglie della diocesi una piccola traccia di preghiera per la famiglia, e la “bussola della famiglia” il risultato del lavoro di sintesi della Commissione diocesana per la famiglia per il decennio.

Domenica a Potenza sarà presente il direttore per la pastorale della salute della Cei, don Carmine Arice per partecipare ad un incontro promosso dagli Uffici per la pastorale della famiglia, della salute, dall’Ufficio liturgico, dal Movimento per la vita e dal Centro di
aiuto alla vita della diocesi di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo. Una iniziativa che si concluderà con la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Salvatore Ligorio.

Dal Sud al Centro con la diocesi di Roma dove, domenica, nella parrocchia di Santa Maria in Traspontina il vescovo ausiliare, mons. Lorenzo Leuzzi, presiederà una solenne liturgia eucaristica al termine della quale i partecipanti insieme a tanti volontari attraverseranno
via della Conciliazione in corteo, con striscioni e palloncini, fino a giungere in piazza San Pietro per partecipare alla preghiera mariana dell’Angelus presieduta da Papa Francesco. 

Nella diocesi romana numerose le iniziative promosse nelle università e nelle parrocchie.
In molte di queste saranno distribuiti, domenica, le primule insieme a materiale informativo messo a disposizione dal  Movimento per la vita romano. Dal centro al Nord con le iniziative promosse nella diocesi di Cremona. In particolare attraverso tre veglie interzonali e una veglia
di preghiera che si svolgerà questa sera in seminario, presieduta dal vescovo mons. Antonio Napolioni e durante la quale sono previste varie testimonianze mentre le offerte raccolte saranno devolute al Progetto Gemma per l’adozione di una mamma in gravidanza. Nella diocesi di
Gorizia il Centro di Aiuto alla Vita di Monfalcone organizza un incontro di cori di voci bianche e giovanili dal titolo “Noi cantiamo la vita". Una rassegna musicale, che si svolgerà domenica mattina, per dare voce al dono, al valore ed alla bellezza della vita attraverso il canto di bambini e giovani. E ancora Bergamo dove oggi, si terrà alle ore 16.00, partendo dalla Chiesa dei Celestini, nella parrocchia di Santa Caterina in Bergamo si svolgerà una Veglia della
Vita. L’appuntamento della giornata è una occasione anche per chiamare le comunità cristiane e rilanciare il tema della  tutela della via e dell’accoglienza. Il sito della Chiesa di Milano riporta la
testimonianza missionaria dei coniugi Radaelli, oggi responsabili dell’oratorio di Bulciago dopo essere stati in Perù per dieci anni, durante i quali sono nate le loro tre figlie.

Hanno avuto una bambina in affido e ora ospitano un immigrato dal Gambia. “Abbiamo sempre ritenuto giusto occuparci degli altri e abbiamo voluto impostare la nostra famiglia sul volontariato e il sostegno alle persone in difficoltà” racconta Marco al sito della diocesi”: “la nostra casa era diventata la ‘parrocchia  perché ci occupavamo anche della distribuzione dei viveri e dell’aiuto ai malati”.

Insieme alle diocesi molte le iniziative anche del Movimento per la Vita con i Cav (Centri di aiuto alla Vita) presenti in tutto il territorio nazionale con 347 centri, uno ogni 175 mila abitanti. Nel
2015 hanno assistito oltre trentamila donne, per il 42% gestanti, con una media di 64 gestanti per Centro. E hanno fatto nascere 8.607 bambini. 

Quest’anno verrà dedicato dal Movimento per la vita a tre grossi momenti di scuola che chiameremo “Vivai”, ha detto il presidente Gian Luigi Gigli, con l’obiettivo di rimettere al centro la persona umana. 

A  Carpi il Cav promuove il progetto “RiusiAmo” che permette di distribuire gratuitamente abiti usati e attrezzature per l’infanzia non solo alle mamme seguite direttamente dal Cav, ma pure
ad altre aiutate dalla Caritas e dai servizi sociosanitari.  “La possibilità di aiutare una famiglia numerosa o in stato di bisogno con abiti usati/riciclati è una grande risorsa sul territorio e
soprattutto un’occasione per allacciare delle relazioni”, ha spiegato la presidente del Cav di Carpi, Benedetta Bellocchio.

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