La lettera apostolica di Papa Francesco: "Accogliere la testimonianza di Dante Alighieri"

"Splendore della luce eterna". La Lettera Apostolica del Papa nel VII Centenario della morte di Dante Alighieri

Dante Alighieri
Foto: Centro dantesco
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"Il giorno in cui la Liturgia celebra l'ineffabile Mistero dell'Annunciazione è anche particolarmente significativo per la vicenda storica e letteraria del sommo poeta Dante Alighieri, profeta di speranza e testimone della sete di infinito insita nel cuore dell’uomo. In questa ricorrenza, pertanto, desidero unirmi anch’io al numeroso coro di quanti vogliono onorare la sua memoria nel VII Centenario della morte." Così scrive Papa Francesco nella Lettera Apostolica "Candor Lucis Aeternae" nel giorno del 25 marzo nel VII centenario della morte di Dante Alighieri.

"Splendore della Luce eterna", questo il nome della Lettera. Francesco ricorda che "già nel Purgatorio Dante rappresentava, scolpita su una balza rocciosa, la scena dell’Annunciazione". "Non può dunque mancare, in questa circostanza, la voce della Chiesa che si associa all’unanime commemorazione dell’uomo e del poeta Dante Alighieri", si legge nella Lettera Apostolica.

Francesco spiega il motivo della Lettera Apostolica: "Con questa Lettera Apostolica desidero unire la mia voce a quelle dei miei Predecessori che hanno onorato e celebrato il Poeta, particolarmente in occasione degli anniversari della nascita o della morte, così da proporlo nuovamente all’attenzione della Chiesa, all’universalità dei fedeli, agli studiosi di letteratura, ai teologi, agli artisti. Ricorderò brevemente questi interventi, focalizzando l’attenzione sui Pontefici dell’ultimo secolo e sui loro documenti di maggior rilievo".

Tra questi il Papa ricorda nel 1921, in occasione del VI Centenario della morte del Poeta, Benedetto XV, il quale raccogliendo gli spunti emersi nei precedenti Pontificati, particolarmente di Leone XIII e Pio X, commemorava l’anniversario dantesco sia con una Lettera Enciclica, sia promuovendo lavori di restauro alla chiesa ravennate di San Pietro Maggiore, popolarmente chiamata di San Francesco, dove furono celebrate le esequie dell’Alighieri e nella cui area cimiteriale egli fu sepolto.

Continua il Papa: "Al VII Centenario della nascita, nel 1965, si collegano, invece, i diversi interventi di San Paolo VI. Il 19 settembre, egli fece dono di una croce dorata per arricchire il tempietto ravennate che custodisce il sepolcro di Dante, fino ad allora privo d’un tale segno di religione e di speranza. Il 14 novembre inviò a Firenze, affinché fosse incastonata nel Battistero di San Giovanni, un’aurea corona d’alloro. Infine, alla conclusione dei lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II, volle donare ai Padri Conciliari un’artistica edizione della Divina Commedia. Ma soprattutto onorò la memoria del Sommo Poeta con la Lettera Apostolica Altissimi cantus, 4 in cui ribadiva il forte legame tra la Chiesa e Dante Alighieri".

"Di San Giovanni Paolo II - sottolinea ancora il Papa - che più volte nei suoi discorsi ha ripreso le opere del Sommo Poeta, desidero rievocare solo l’intervento del 30 maggio 1985 all’inaugurazione della mostra Dante in Vaticano. Anch’egli, come Paolo VI, sottolineava la genialità artistica: l’opera di Dante è interpretata come una realtà visualizzata, che parla della vita dell’oltretomba e del mistero di Dio con la forza del pensiero teologico, trasfigurato dallo splendore dell’arte e della poesia, insieme congiunte".

Francesco poi racconta di Benedetto XVI e Dante Alighieri. "Benedetto XVI ha spesso riproposto l’itinerario dantesco, attingendo dalle sue opere spunti di riflessione e di meditazione. Ad esempio, parlando della sua prima Enciclica Deus caritas est, partiva proprio dalla visione dantesca di Dio, in cui luce e amore sono una cosa sola» per riproporre una sua riflessione sulla novità dell’opera di Dante: Lo sguardo di Dante scorge una cosa totalmente nuova […]. Non soltanto che la Luce eterna si presenta in tre cerchi ai quali egli si rivolge con quei densi versi che conosciamo: “O luce etterna che solo in te sidi, / sola t’intendi, e da te intelletta / e intendente te, ami e arridi!”.

Poi Francesco ricorda il suo legame con Dante: "Da parte mia, nella prima Enciclica, Lumen fidei, ho fatto riferimento a Dante per esprimere la luce della fede, citando un verso del Paradiso in cui essa è descritta come favilla, / che si dilata in fiamma poi vivace, / e come stella in cielo in me scintilla". Per i 750 anni dalla nascita del Poeta, ho voluto onorare la sua memoria con un Messaggio, auspicando che la figura dell’Alighieri e la sua opera siano nuovamente comprese e valorizzate; e proponevo di leggere la Commedia come un grande itinerario, anzi come un vero pellegrinaggio, sia personale e interiore, sia comunitario, ecclesiale, sociale e storico".
"Con questa Lettera Apostolica desidero anch’io accostarmi alla vita e all’opera dell’illustre Poeta per percepire proprio tale risonanza, manifestandone sia l’attualità sia la perennità, e per cogliere quei moniti e quelle riflessioni che ancora oggi sono essenziali per tutta l’umanità, non solo per i credenti. L’opera di Dante, infatti, è parte integrante della nostra cultura, ci rimanda alle radici cristiane dell’Europa e dell’Occidente, rappresenta il patrimonio di ideali e di valori che anche oggi la Chiesa e la società civile propongono come base fondamentale della convivenza umana, in cui possiamo e dobbiamo riconoscerci tutti fratelli", continua il Pontefice.

Il Papa sottolinea poi l'aspetto di Dante come "un profeta di speranza". "Dante esule, pellegrino, fragile, ma ora forte della profonda e intima esperienza che lo ha trasformato, rinato grazie alla visione che dalle profondità degli inferi, dalla condizione umana più degradata, lo ha innalzato alla visione stessa di Dio, si erge dunque a messaggero di una nuova esistenza, a profeta di una nuova umanità che anela alla pace e alla felicità", osserva Francesco.

Il Papa ricorda Dante come "cantore del desiderio umano". "Dante sa leggere in profondità il cuore umano e in tutti, anche nelle figure più abiette e inquietanti, o lontane dalla vita di fede, sa scorgere una scintilla di desiderio per raggiungere una qualche felicità, una pienezza di vita. Egli si ferma ad ascoltare le anime che incontra, dialoga con esse, le interroga per immedesimarsi e partecipare ai loro tormenti oppure alla loro beatitudine. Il Poeta, partendo dalla propria condizione personale, si fa così interprete del desiderio di ogni essere umano di proseguire il cammino finché non sia raggiunto l’approdo finale, non si sia trovata la verità, la risposta ai perché dell’esistenza, finché, come già affermava Sant’Agostino, il cuore non trovi riposo e pace in Dio", sottolinea Papa Francesco.

Poi c'è Dante "poeta della misericordia di Dio e della libertà umana". "Dante si fa paladino della dignità di ogni essere umano e della libertà come condizione fondamentale sia delle scelte di vita sia della stessa fede. Il destino eterno dell’uomo – suggerisce Dante narrandoci le storie di tanti personaggi, illustri o poco conosciuti – dipende dalle loro scelte, dalla loro libertà: anche i gesti quotidiani e apparentemente insignificanti hanno una portata che va oltre il tempo, sono proiettati nella dimensione eterna. Il maggior dono di Dio all’uomo perché possa raggiungere la meta ultima è proprio la libertà", questo pensa il Papa.

Nella lettera Apostolica il Papa si concentra anche sulla figura delle tre donne: Maria, Beatrice, Lucia. "Cantando il mistero dell’Incarnazione, fonte di salvezza e di gioia per l’intera umanità, Dante non può non cantare le lodi di Maria, la Vergine Madre che, con il suo “sì”, con la sua piena e totale accoglienza del progetto di Dio, rende possibile che il Verbo si faccia carne".

Il Pontefice poi ricalca una profonda sintonia tra San Francesco e Dante: "il primo, insieme ai suoi, uscì dal chiostro, andò tra la gente, per le vie di borghi e città, predicando al popolo, fermandosi nelle case; il secondo fece la scelta, incomprensibile all’epoca, di usare per il grande poema dell’aldilà la lingua di tutti e popolando il suo racconto di personaggi noti e meno noti, ma del tutto uguali in dignità ai potenti della terra".

Infine il Papa offre a tutti un invito: "accogliere la testimonianza di Dante Alighieri". "Al termine di questo sintetico sguardo all’opera di Dante Alighieri, una minier quasi infinita di conoscenze, di esperienze, di considerazioni in ogni ambito della ricerca umana, si impone una riflessione. La ricchezza di figure, di narrazioni, di simboli, di immagini suggestive e attraenti che Dante ci propone suscita certamente ammirazione, meraviglia, gratitudine. In lui possiamo quasi intravedere un precursore della nostra cultura multimediale, in cui parole e immagini, simboli e suoni, poesia e danza si fondono in un unico messaggio. Si comprende, allora, perché il suo poema abbia ispirato la creazione di innumerevoli opere d’arte di ogni genere. Anche se Dante è uomo del suo tempo e ha sensibilità diverse dalle nostre su alcuni temi, come ad esempio il rapporto tra le religioni, il suo umanesimo è ancora valido e attuale e può certament essere punto di riferimento per quello che vogliamo costruire nel nostro tempo. Esorto le comunità cristiane, soprattutto quelle presenti nelle città che conservano le memorie dantesche, le istituzioni accademiche, le associazioni e i movimenti culturali, a promuovere iniziative volte alla conoscenza e alla diffusione del messaggio dantesco nella sua pienezza".

In occasione del Settecentesimo Anniversario della morte di Dante Alighieri (Firenze 1265 – Ravenna 1321), il Pontificio Consiglio della Cultura ha istituito un Comitato scientifico-organizzativo, presieduto dal Cardinale Gianfranco Ravasi, per la realizzazione e la promozione di iniziative volte a celebrare e rendere omaggio al sommo Poeta.Le commemorazioni prenderanno avvio il 25 marzo – in coincidenza anche con il Dantedì promosso dalle Istituzioni italiane – con la pubblicazione della Lettera Apostolica di Papa Francesco Candor Lucis aeternae. A seguire, in collaborazione con la Biblioteca Apostolica Vaticana, i Musei Vaticani, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e il "Cortile dei Gentili" saranno organizzati vari eventi.

 

 

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