La Marcia per la Vita in Francia presenta dieci punti per la difesa della vita

Dopo la approvazione all' Assemblea generale per allungare il termine dell'aborto a 14 settimane

La Marcia per la Vita in Francia
Foto: pd
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Giovedì 10 febbraio, la proposta di legge per allungare il termine dell’aborto da 12 a 14 settimane è stata infine adottata dall’Assemblea Nazionale – la camera bassa del Parlamento francese. Un mese prima, il movimento della Marcia della Vita aveva manifestato contro l’adozione della legge, e lanciato dieci proposte in difesa della vita a tutti i candidati alle presidenziali.

Con solamente 61 deputati presenti su 577, la legge è passata con una maggioranza di 46 “sì” contro 13 voti negativi. “È una grossa delusione – spiega alla rivista francese ‘L’incorrect’ la portavoce del movimento, Aliette Espieux – perché ci attendevamo questo triste risultato, ma non pensavamo di vedere l’emiciclo vuoto. Questa proposta di legge ha un’importanza estrema, perché riguarda tante coppie o donne sole in difficoltà; è una legge che riguarda anche i bambini, i grandi dimenticati”.

Domenica 19 gennaio, migliaia di francesi avevano sfilato con la Marcia per la Vita - movimento pro-vita francese - per le strade di Parigi contro questa proposta di legge che voleva allungare il termine dell’aborto da 12 a 14 settimane. Sono stati circa 20.000, secondo gli organizzatori dell’annuale Marcia, ad aver partecipato. 4.500 secondo le forze di polizia. Certamente nell’ordine delle migliaia: famiglie, adolescenti, giovani e anziane coppie che hanno camminato, riso e cantato assieme fino agli Invalides in un piovoso pomeriggio parigino.

La loro richiesta: bloccare il nuovo testo di legge che fa passare da 12 a 14 settimane il termine ultimo per abortire In Francia. Una legge che permette l’aborto nella fase in cui il feto si trasforma in embrione. Tra gli altri punti contestati, la possibilità per le ostetriche di praticare in autonomia l’aborto e l’abolizione per le minorenni delle 48 ore di riflessione prima della pratica dell’aborto.

Più in generale, i manifestanti e gli organizzatori della Marcia per la vita domandavano al governo di individuare delle politiche attive di sostegno alle famiglie e alle madri in difficoltà. Come dichiarato da Albane, 34 anni, venuta alla Marcia con suo marito Perceval e i loro 3 figli. Secondo lei, il messaggio più importante da far passare è che “non siamo qui per giudicare nessuno. Ma vogliamo far sapere a tutte le donne in situazioni delicate e difficili che non sono sole, e che la vita è sempre una buona notizia”.

Infatti, un’ulteriore iniziativa promossa a partire dall’evento di domenica 19 gennaio è stata quella di lanciare un insieme di proposte al mondo politico. In particolare, a tutti i candidati alle presidenziali francesi, che si svolgeranno il prossimo aprile.

Si tratta di dieci punti che, secondo l’organizzazione, mirano a “fare dell’accoglienza della vita umana una grande priorità nazionale per il prossimo mandato presidenziale”. In particolare, il movimento chiama a considerare l’impatto demografico degli aborti e a rivedere le politiche di sanità pubblica, per un maggiore sostegno alle famiglie.

Tra i vari punti, emerge la domanda di uno studio approfondito sulle cause che portano le donne a domandare un’interruzione di gravidanza; e su quali siano le conseguenze. La richiesta di aiutare finanziariamente le famiglie in difficoltà, affinché le ragioni economiche non siano mai la causa di un aborto. Infine, l’esortazione al rimborso completo delle spese mediche legate alla maternità, dal momento che tutte le spese legate all’aborto sono già coperte dallo Stato al 100%.

Come dichiarato dal presidente Nicolas Tardy-Joubert, la ‘Marcia per la vita’ è pronta a incontrare tutti i candidati per le presidenziali che si mostreranno disponibili, e a discutere dei dieci punti messi per iscritto. “La Marcia per la Vita - ha proseguito Nicolas Tardy-Joubert – non sostiene nessun candidato alle elezioni presidenziali”, ma mira piuttosto a costruire un dialogo con tutte le personalità del mondo civile e politico che saranno pronte a incontrarli e ad ascoltarli.

 

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