La Passione di Sezze in scena a San Francesco a Ripa a Roma, la lettera di Papa Francesco

La Passione di Sezze
Foto: Alexey Gotovskiy / CNA
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La tradizione vuole che il primo fu San Carlo da Sezze (1613-1670), esaltando il valore ed il culto della Croce, a rievocare "La Passione di Cristo".
E cosi il 16 Marzo nella chiesa trasteverina di San Francesco a Ripa, dove riposano le spoglie del Santo di Sezze Romano, è andata in scena la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo, a lui tanto cara.

Nel piazzale antistante il Santuario francescano di San Francesco a Ripa, si è tenuto questo evento straordinario, con oltre 400 figuranti. E' stato realizzato in collaborazione con il Comune di Sezze, l’U.N.I.T.A.L.S.I. (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) di Roma, la parrocchia di San Francesco a Ripa, con il finanziamento della Regione Lazio, e il patrocinio di Roma Capitale.

L’iniziativa, promossa in occasione del Giubileo straordinario, si caratterizza come omaggio della comunità setina al suo santo: infatti, le spoglie di San Carlo sono state esposte sulla piazza illuminata a festa, proprio per far assistere il Santo al suggestivo spettacolo e per ringraziarlo di aver donato al suo paese questa esperienza di rivisitazione della Passione di Cristo.

L'Associazione della "Passione di Sezze" venne fondata nel 1933 e raggiunse in pochi anni una tale risonanza che venne rappresentata a Roma in occasione del Giubileo del 1950 ( in Via dei Fori Imperiali ) e in quello del 2000 ( in Via della Conciliazione), suscitando grande consenso da parte delle massime autorità civili e religiose. Ma anche a Santiago de Compostela, ad Assisi, a Montecassino, a San Giovanni Rotondo.

Ripercorrendo la storia del Vecchio e Nuovo Testamento in forma processionale, la Passione è suddivisa in numerose scene. Da Mosè ai profeti, dall'Annunciazione dell'Angelo a Maria alla fuga in Egitto, da Gesù che predica per le strade con i suoi discepoli alle Nozze di Cana, dalla resurrezione di Lazzaro fino alla passione e al calvario di Gesù fino al Monte Golgota, dove fu messo in croce.
Centinaia gli attori e i figuranti che hanno partecipato a questa edizione " trasteverina" diretta dal regista Piero Formicuccia il quale ha sottolineato come “l’ampio percorso artistico ma anche religioso ci ha portato a rappresentare questa storica e tradizionale manifestazione in alcuni dei luoghi più importanti della cristianità“.

Gli spettatori hanno assistito solo al passaggio e alla recitazione di alcuni dei vari quadri. Infatti, oltre a questa edizione straordinaria, la Sacra Rappresentazione avrà luogo come di consueto il Venerdì Santo presso le vie del centro storico di Sezze Romano.

Emozionato il parroco della Chiesa di San Francesco a Ripa in Trastevere, p. Andrea Stefani, che ha commentato la suggestiva rappresentazione: " Come per S.Carlo da Sezze e per S.Francesco, che in una tradizione ininterrotta di amore per i poveri e per Dio hanno dato testimonianza del Suo amore per noi, così nasca in tutti i "trasteverini", rivedendo la Rappresentazione della Passione, il desiderio di prendersi cura dei "crocefissi viventi", di tutti coloro che hanno bisogno, per morire d'amore per Lui, unico senso della vita che ci è stata donata".

Papa Francesco, invitato all'evento, ha voluto inviare al Presidente dell'Associazione setina, Elio Magagnoli, un suo messaggio personale: "Ho apprezzato in maniera particolare – scrive il Pontefice nella sua lettera – che tale rappresentazione sia stata voluta proprio in coincidenza con il Giubileo straordinario della misericordia che ho voluto indire allo scopo di risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre piu’ nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina. Auguro a lei e all’associazione che presiede e a tutti coloro che daranno vita alla sacra Rappresentazione a Roma e, il prossimo venerdì santo, a Sezze, di poter essere ogni giorno parola e gesto di perdono, di sostegno, di aiuto, di amore, cioè costruttori di una nuova umanità, modellata intorno all’architrave della Chiesa, la misericordia di Dio: di questa misericordia prego perché tutti gli uomini e le donne di buona volontà di Sezze faccia sempre piu’ spesso esperienza e diventino essi stessi missionari.“

Alcuni degli attori, con i costumi tradizionali di Sezze, hanno anche partecipato all'Udienza Generale di Mercoledi con Papa Francesco, salutandolo personalmente e ribadendo al Pontefice l'affetto per il loro paese e per San Carlo, e uno di loro ha riferito che Papa Francesco gli ha confessato di essere molto goloso del tipico carciofo di Sezze e dell'area pontina.

 

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