La povertà è uno scandalo che non possiamo accettare, i gesuiti e la giustizia sociale

Il Segretariato per la Giustizia Sociale e l'Ecologia (SJES) celebra il suo 50° anniversario a Roma

I lavori del Congresso SJES
Foto: SJES
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Con il motto "Un cammino di giustizia e riconciliazione: 50 anni e oltre", il Segretariato per la Giustizia Sociale e l'Ecologia (SJES) celebra il suo 50° anniversario a Roma presso la Curia Generalizia della Compagnia di Gesù con un convegno che si chiude domani 8 novembre.

Più di 210 persone provenienti da tutto il mondo sono riunite in un momento storico per la Compagnia di Gesù con l'obiettivo di rinnovare l'impegno per la promozione della giustizia e della riconciliazione con il Creato in un mondo sempre più complesso.

Il Segretariato per la Giustizia Sociale e l'Ecologia (SJES), nato nel 1969 per volere di P. Pedro Arrupe, celebra nel 2019 i cinquant'anni di missione per la promozione della giustizia sociale e la riconciliazione.

Le sfide che il mondo di oggi deve affrontare sono più complesse rispetto a quelle di 50 anni fa. Si vive un cambiamento epocale nella storia dell'Umanità, già intravisto dal Concilio Vaticano II. Ecco perché questo incontro ha tre obiettivi: celebrare la fedeltà di Dio in questo percorso, discernere le tabelle di marcia per implementare le Preferenze Apostoliche Universali (PAU) - gli orientamenti che guideranno la Compagnia di Gesù per i prossimi dieci anni - nel settore sociale, e creare opportunità per la collaborazione e il lavoro in rete.

E’ un'occasione per ripercorrere il passato del SJES: i risultati conseguiti, i traguardi raggiunti, le lezioni apprese. E un'opportunità per riflettere su come il SJES può contribuire meglio al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle persone con cui lavora in tutto il mondo: dalla lotta allo sfruttamento ambientale in Honduras al recupero dei giovani delle gang negli Stati Uniti; dai dalit o intoccabili e dagli indigeni allontanati dalle loro terre in India, alle sfide educative con i giovani in Africa; dal lavoro con i migranti e i rifugiati arrivati in Europa all'impegno contro il cambiamento climatico.

Il preposito della Compagnia di Gesù, P. Arturo Sosa SJ, ha aperto i lavori con l’invito “a fare memoria, a ringraziare, a discernere e a prendere decisioni audaci, coraggiose e rischiose, per accompagnare Gesù e il suo popolo nelle realtà di frontiera, insieme ai più esclusi, poveri e vulnerabili".

Un ricordo anche del cammino compiuto dal 1969 con la celebrazione della messa in memoria dei P. Pedro Arrupe e di 57 "martiri" gesuiti che durante questi 50 anni hanno dato la vita per la causa della fede e della giustizia in diverse parti del mondo.

Gli ultimi due giorni, dei lavori sono l'occasione per rinnovare l'impegno per la missione della Compagnia di Gesù e per trovare nuove forme di collaborazione e di lavoro in rete.

P. Xavier Jeyaraj, Segretario per la Giustizia Sociale e l’Ecologia ha detto: la povertà è uno scandalo che non possiamo accettare. Il nostro obiettivo, radunando oltre 200 persone da tutto il mondo, è di rinnovare il nostro impegno e riaffermare che siamo determinati a camminare insieme poveri e a riconoscere che Dio soffre con loro”.

 

Il Congresso può essere seguito attraverso il sito www.sjesjesuits.global o attraverso i social SJES

sjes_rome e hashtag #SJSE50años.

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