La preghiera dell'Angelus e i Pontefici, una storia che inizia con la difesa di Bisanzio

Per i Pontefici moderni una occasione per appelli, annunci e chiarimenti

L'Angelus del Papa
Foto: Daniel Ibanez/ Aci Group
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Tutto inizia in un Anno Mariano per l’insistenza di un presidente dell’ Aziona Cattolica molto singolare, Luigi Gedda. É lui che ha chiesto ripetutamente a Pio XII di recitare l’ Angelus di mezzogiorno il giorno dell’ Assunta in collegamento con la Radio Vaticana.

Così il 14 agosto 1954  sull’ Osservatore Romano fu pubblicata la notizia e nella edizione successiva si raccontava che la Radio Vaticana era collegata co la rete nazionale della Radiotelevisione Italiana. “In tal modo l’Augusto Pontefice, aderendo al filiale desiderio dell’Azione Cattolica Italiana, ha dato modo nella solennissima ricorrenza dell’insigne gloria della Vergine Santa, in questo radioso Anno Mariano, agli ascritti e a tutti gli altri fedeli di unirsi devotamente a lui, nel pio saluto alla Madre di Dio”.

E fu sempre Luigi Gedda che suggerì a Pio XII di recitare l’Angelus affacciandosi alla finestra del Suo studio privato.

Così inizia una tradizione che nei decenni ebbe un successo favoloso anche grazie alla trasmissione televisiva, prima su reti locali di Roma e poi via satellite, e oggi anche on line. 

La preghiera mariana ha una tradizione antica e nasce nelle tradizione monastica, ma divenne famosa  grazie a Papa Urbano II che la rese pubblica come preghiera al mattino alla sera e alle dodici nel concilio di Clermont in Francia nel 1095 in parte dedicato alla difesa dai turchi della Chiesa di Bisanzio. La preghiera dell’ Angelus era un ringraziamento per il felice esito della crociata contro le armate turche.

Divenne preghiera comune cui richiamavano le campane momento della Compieta e del coprifuoco, la chiusura delle porte delle città.

Nei secoli successivi la preghiera divenne un punto di riferimento per il popolo cristiano anche per lo scandire delle ore. Alcuni pontefici aggiunsero delle speciali indulgenze legate alla preghiera dell’ Angelus ad esempio in ginocchio. Ancora oggi si lucra la indulgenza parziale se si recita le tre volte al giorno prescritte.

Una particolare consuetudine della Curia romana e di tutti gli uffici vaticani, è quella di recitare l’Angelus di mezzogiorno fermando per i pochissimi minuti della preghiera il lavoro.

In molti uffici ovviamente si recitano l’Angelus mattina, alle dodici e alle 18. Un tempo nei corridoi della Radio Vaticana a mezzogiorno gli altoparlanti portavano la voce di due lettori con la versione semplificata della preghiera in modo che tutti potessero seguirla.

Nel periodo pasquale la preghiera viene sostituita con il Regina Coeli, preghiera strutturata nel medesimo modo. 

I pontefici hanno spesso usato la piccola allocuzione pronunciata prima della preghiera vera e propria per fare dichiarazioni, appelli, catechesi, chiarimenti, annunci. 

Un vero magistero specifico e soprattutto una occasione per parlare in modo specifico di alcuni temi politici e sociali.

Per anni durante il periodo estivo l’appuntamento dell’ Angelus di mezzogiorno era spostato a Castelgandolfo. Il Papa si affacciava nel cortile del Palazzo apostolico rendendo il colloquio con i fedeli quasi personale data la vicinanza.

Oggi Papa Francesco prosegue la consuetudine ma solo in Piazza San Pietro. E nel periodo di pandemia il Papa ha guidato la preghiera dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico davanti alla telecamere che a trasmetteva nel mondo. 

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