La preghiera di San Domenico nelle miniature della Biblioteca dei Papi

Le miniature illustrano il testo testo del De modo orandi nei codici e negli affreschi

Una immagine della preghiera di San Domenico
Foto: pd
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Nell’anno che ricorda l’ottavo centenario dalla morte di san Domenico di Guzmán, la Biblioteca Vaticana propone di rivedere le immagini da un piccolo codice, il Ross. 3, che illustra i modi orandi del santo spagnolo.

Nella rivista della Bibilioteca Apostolica Vaticana OWL si vedono alcuni dettagli dei codici. Per san Domenico la preghiera ha nove modi diversi di esprimersi. I primi sette seguono una linea ascendente, come i momenti di un cammino verso la comunione con Dio, e si esprimono in piedi, stesi a terra o in ginocchio. 

Così nei codici si vede il santo che o prega in piedi inchinato davanti all'altare e così facendo esprime umiltà; si stende a terra, con la faccia riversa, per chiedere perdono dei propri peccati; in ginocchio esprime la penitenza e partecipa alle sofferenze del Signore; in piedi a braccia aperte a forma di croce contempla il Crocifisso; o solleva le braccia verso il cielo, e le mani si toccano come a ricevere qualcosa dall'alto. Gli ultimi due modi orandi hanno un carattere diverso: l’ottavo è una sorta di meditazione personale, un’espressione più intima, che ha luogo dopo la liturgia delle Ore e la Messa; allora il santo prolungava il suo colloquio con Dio raccogliendosi in silenzio e ponendosi in ascolto, mentre leggeva un libro o fissava il Crocifisso. 

Il nono modo di pregare è quello che si esprime durante i viaggi da un convento all’altro, quando con i compagni si recitavano le Lodi, l’Ora media, il Vespro, e intanto si contemplavano le meraviglie del Creato che si incontravano durante il cammino. Lode e ringraziamento per i tanti doni ricevuti facevano del viaggio stesso una preghiera.

L'opera contiene dieci miniature che mostrano San Domenico in preghiera e meditazione. Le immagini si illuminano in una sorprendente varietà di colori e motivi. A volte sono raffigurate più persone in una scena, a volte San Domenico è visto da solo. Ci sono rappresentazioni in cornici compositi architettonicamente e scene che si verificano in paesaggi liberi e naturali. Il manoscritto contiene elementi decorativi aggiuntivi insieme alle scene di preghiera. Innumerevoli iniziali modellate con filigrana e raffigurazioni di animali adornano il testo. 

Il breviario di San Domenico è stato modificato e ampliato nel corso di diversi secoli. Il testo è stato combinato con le miniature verso la metà del XIV secolo. Nel XV secolo, il documento ebbe ulteriori modifiche, probabilmente nel sud della Francia.

Domenico era nato  a Caleruega (Castiglia e León) il 24 giugno 1170, nel 1206 fondò l’Ordine che prese il suo nome; approvato da papa Onofrio III nel 1216, esso si diffuse rapidamente in molti paesi. Dopo l'approvazione dell'Ordine, il santo si stabilì prima a Roma e poi a Bologna, dove morì appena cinquantunenne, il 6 agosto 1221. 

La sua regola di vita attiva, ispirata a sant'Agostino, si distinse per la predicazione itinerante, per una serie di osservanze di tipo monastico e per lo studio approfondito. 

Come si legge su OWL il  testo del De modo orandi fu probabilmente redatto in terra catalana da un frate domenicano anonimo di Bologna, tra il 1280 e il 1288. 

Per gli appassionati di miniature, da ricordare che otto miniature tabellari e una miniatura a piena pagina illustrano il testo e ogni paragrafo si apre con un'iniziale filigranata; a chiudere l'apparato illustrativo, una  piccola raffigurazione di genere: una farfalla sul guscio di una chiocciola in cammino. Simbolo di rinascita, dell'anima liberata dall'involucro carnale, la prima; del movimento nella permanenza dell'essere attraverso le fluttuazioni del cambiamento, la seconda.  E per i collezionisti è possibile avere un fac simile autenticato. 

E per chi volesse vedere un’altre interpretazione della preghiera di San Domenico basta andare a Firenze. Tra il 1436 e il 1455, Beato Angelico e la sua bottega crearono una vasta collezione di affreschi del dormitorio del convento di San Marco a Firenze che includono rappresentazioni di San Domenico, raffigurato in uno dei nove modi di preghiera e presentato nel De modo orandi.

Una ispirazione per le posizioni di preghiera di San Domenico, Tommaso d'Aquino e Pietro da Verona che appaiono negli affreschi meditativi delle pareti di San Marco, Firenze.

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