La Roma di Sant'Ignazio, anche Tivoli e Frascati sono luoghi di spiritualità

Gli incontri con i Pontefici e la chiesa di Santa Maria del Passo

La Rocca Pia a Tivoli
Foto: Wikipedia
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Nei dintorni di Roma ci sono altri due luoghi con memorie ignaziane che vale la pena di visitare: Frascati e Tivoli. 

Frascati era la Rocca dei Papi. In questo luogo nell'agosto del 1538 il santo spagnolo incontrò Papa Paolo III. Fu una lunga udienza di almeno un'ora e i due parlarono latino parlando delle accuse che erano arrivate al Papa dai calunniatori dei gesuiti. Il Santo era convinto che per poter predicare ai fedeli è importante "avere una buona reputazione, non solo davanti a nostro Signore, ma anche davanti alla gente, e che non ci siano sospetti sulla dottrina e sul comportamento". 

Il Papa decise dunque che il processo si svolgesse, era stato infatti interrotto, e fu così che si arrivò alla dichiarazione di innocenza dei padri che così poterono proseguire la loro predicazione liberi dal fardello delle calunnie. 

C'è poi Tivoli e la Rocca Pia, la fortezza fatta costruire dai Papi Pio II e Alessandro VI. Proprio qui Paolo III diede l'approvazione orale alla Compagnia di Gesù nel 1539.

Grazie all'aiuto di un suo parente, tale Antonio de Araoz, sant'Ignazio aveva inviato al cardinale Gaspare Contarini la prima versione della Formula dell'Istituto, i così detto "Cinque Capitoli",  accompagnati dal giudizio del censore nominato dal Papa. Si trattava di un domenicano Tomaso Badia, che definiva la vita dalla compagnia di un genere "pio e santo".

La risposta del cardinale arrivava il 3 settembre 1539: "Oggi ho incontrato nostro Signore (il papa) e, oltre a riferirgli la vostra petizione, ho letto per intero a Sua Santità i Cinque Capitoli, che gli sono piaciuti molto e che ha approvato e confermato benignamente. Venerdì verremo a Roma... e sarà dato ordine di redigere il breve Rocca Pia a Tivoli. Qui Paolo Ill approvò la Regola dei Gesuiti nel 1539 la bolla". 

Passò invece più tempo, circa un anno,  prima che venisse emessa la bolla Regimini militantis Ecclesiae. Sembra che Paolo III esclamasse: "Qui c'è lo Spirito di Dio!" E che la Compagnia avrebbe riformato la Chiesa. 

Ignazio a Tivoli nel 1548, fu anche un mediatore di pace tra la città e e il vicino paese di Castel Madama. Il santo parlò con le persone più influenti delle due località e ottenne che si sottomettessero all'arbitrato del cardinale Bartolomeo de la Cueva.

La tradizione vuole che Ignazio fosse ospite della nobildonna Alabella Brigante Colonna, al Trivio. Fu questa l'occasione in cui il sacerdote spagnolo don Luis de Mendoza offri alla Compagnia una chiesa con una piccola casa e un po' di giardino nei dintorni. Un luogo " molto grazioso e adatto sia per ritirarsi qualche volta nella quiete della contemplazione, si per esercitare la carità verso gli abitanti del luogo e dei villaggi vicini". La chiesa era dedicata a Santa Maria del Passo. 

Ignazio ne prese possesso l'8 settembre 1549 celebrando la festa della Natività di Maria con la Messa e un sermone. E fu Don Luis ad invitare tutti ad "refezione spirituale e corporale".

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