La Santa Sede promuove uno sport “coeso, accessibile, su misura”

Presentato in Vaticano il Summit Internazionale che porterà alla presentazione della Dichiarazione sullo Sport, per promuovere l'accessibilità all'attività sportiva per tutti

Conferenza Stampa di presentazione di “Sport for all. Cohesive, Accessible and Tailored to each person”
Foto: AG / ACI Group
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Dal 29 al 30 settembre, ci si riunirà in Vaticano per parlare di sport, fino a definire una dichiarazione che sarà presentata alla presenza di Papa Francesco, e sarà firmata da alcuni atleti, in rappresentanza delle categorie più fragili, e di persone delle istituzioni.

Il summit e la relativa dichiarazione arrivano a 6 anni da un impegno simile già svolto in Vaticano, vede l’impegno congiunto del Dicastero per l’Educazione e la Cultura e del Dicastero Laici, Famiglia e Vita. In più, però, porta anche l’esperienza di Athletica Vaticana, appena tornata dal mondiale di ciclismo e salutata dal Santo Padre al termine dell’udienza di oggi, e di una serie di iniziative del Dicastero Laici, Famiglia e Vita per promuovere l’inclusione.

Come si terrà la conferenza? Saranno presentati tre report, da Thomas Bach, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Filippo Grandi, presidente dell’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati, e da Andrew Parsons, presidente dell’International Paralympic Committee. Il tema della dimensione umanitaria dello sport sarà invece affrontato dal vescovo ausiliare di Lione Emmanuel Gobillard, che è il vescovo incaricato dei rapporti con il Comitato organizzatore Parigi 2024.

In seguito, ci saranno due tavole rotonde, con testimonianze di atleti e la partecipazione di Caritas, UNESCO e altre agenzie internazionali. Quindi, ci si dividerà in una decina di gruppi di lavoro.

Padre Alexandre Awi Mello, segretario del Dicastero Laici, Famiglia e Vita, ha sottolineato che “ci incontriamo di nuovo qui per presentare il Summit Internazionale sull’inclusione sociale attraverso lo sport ‘Sport for All’ che il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, insieme al Dicastero per la Cultura e l’Educazione organizza, con la collaborazione della Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport in Italia”. E ha aggiunto che “Lo scopo principale del Summit è quello di sollecitare il mondo dello sport e la politica internazionale, regionale e locale, ad abbracciare la Dichiarazione che presenteranno i partecipanti impegnandosi a lavorare per l'integrazione delle persone nella società attraverso lo sport, in particolare delle persone con disabilità fisiche, intellettuali e relazionali, i migranti e i rifugiati, i detenuti, i giovani e gli anziani, le donne”.

Altro obiettivo è quello di “motivare gli organismi sportivi a ridurre la divisione esistente tra sport professionistico e amatoriale, affinché non si perda il senso del gioco, dell’amicizia e della gratuità

Monsignor Melchor Sanchez, del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, sottolinea che “lo sport “fa bene. Ma, più importante ancora, lo sport è un bene, un bene prezioso che va tutelato, allo stesso modo che tuteliamo i nostri beni culturali più cari e il nostro patrimonio letterario, la lingua, e le espressioni culturali.”

Per questo, “va difeso dalle minacce che lo insidiano e ne deturpano la faccia, i fenomeni di degrado nello sport, certamente. Per essere salutare, lo sport richiede ambienti sicuri, dove attività e relazioni si possano sviluppare in modo sano, evitando abusi di ogni tipo, con la condivisione delle pratiche migliori di safeguarding”.

Da qui, l’esigenza di mettere lo sport alla portata di tutti, perché “ttutti dovrebbero poter provare l’emozione dello sport, il risultato ottenuto con lo sforzo continuato nel tempo, l’ebbrezza della vittoria o di un piccolo trionfo, l’umiltà e la saggezza nella sconfitta, il significato del lavoro di squadra, e tutto ciò a prescindere delle condizioni della persona che lo pratica”.

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