Papa Francesco in Marocco, la visita alla scuola degli imam

Il re Mohammed VI inaugura l'istituto per la formazione degli imam
Foto: Ambasciata del Regno del Marocco presso l'Italia
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È stata fondata nel 2005, e già nel 2016 era stata ampliata con una grande ala. La Scuola degli Imam voluta a Re Mohammed VI del Marocco, che da lui prende il nome, è diventata presto un punto di riferimento nel mondo musulmano. Il centro di studi di quello che il Marocco vuole promuovere come Islam moderato e tollerante.

E le richieste non sono mancate. Nel 2016, c’erano 778 studenti stranieri, che vi studiavano per un tempo congruo alla loro preparazione sia di cultura generale che in lingua araba classica, la sola ammessa per leggere il Corano.

In questi anni, hanno beneficiato dell’istruzione della scuola 35 imam provenienti dalla Guinea, 33 dalla Francia, 107 dal Niger, 79 dal Ciad e 37 dalla Tunisia. Ogni anno, poi, arrivano 150 studenti marocchini meritevoli, che hanno avuto un baccellierato con lode e già conoscono il Corano a memoria, per un addestramento di 12 mesi che li permetta poi di diventare insegnanti nella scuola.

Lo scopo è quello di promuovere “veri precetti dell’Islam”, e include anche un dipartimento responsabile della supervisione religiosa degli ufficiali delle Forze Armate.

La scuola è parte di una più ampia riforma del Marocco sul campo religioso, che si prospetta come una risposta alla crescita di estremismo e terrorismo. Sono state rinnovate le moschee, sono state create le televisioni e le stazioni radio “Mohammed VI, ed è stata appunto stabilita la scuola degli imam.

Durante la sua visita a Rabat, Papa Francesco farà così visita in questo spazio di 28687 metri quadri, che ha visto un investimento di 200 milioni di dirham (circa 18 milioni e 400 mila euro), lanciata con l’idea di creare un corpo di imam che predicassero l’islam moderato in Marocco e all’estero.

L’istituzione è cresciuta molto velocemente. Nel 2013, il re Mohammed andò in Mali, e il presidente chiese di ricevere un gruppo di imam maliani nell’istituzione. Nel 2014 sono arrivati studenti dalla Guinea-Konakry, dalla Costa d’Avorio, dalla Tunisia, dal Mai e dalla Francia, cui hanno fatto seguito domande di partecipazione di studenti dal Ciad, dalla Nigeria e dal Senegal. Sarà questa la scuola che visiterà Papa Francesco. Con l’idea di portare avanti un dialogo tra fedi.

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