La Siria vuole tornare a vivere. Anche con una partita di calcio

Siria, partita a calcio tra le macerie della guerra
Foto: Gazzetta TV - La Gazzetta dello Sport
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"Una emozione unica" hanno commentato i giocatori dell'Al-Ittihad e dell'Hurrija al termine del match. Entrambe sono due squadre di calcio del campionato siriano che hanno disputato la loro partita nel vecchio stadio dell'Ittihad, struttura danneggiata dalle bombe. Dopo ben sei anni, si cerca un po’ di normalità ad Aleppo, martoriata dalla guerra.

Padre Ibrahim, Alsabagh, parroco della comunità latina di San Francesco d'Assisi ad Aleppo, commenta ai microfoni della Radio Vaticana l’evento speciale: “Si cerca di ricostruire l'unità sociale anche con lo sport, unità che è venuta a mancare in questi anni. Ma resta sempre una sfida". "Aleppo ha una storia importante per il calcio siriano, con uno stadio, l'Internazionale, capace di 75mila spettatori. Uno dei più grandi del Medio Oriente, non ancora agibile. Anche i nostri giovani vi giocavano il pomeriggio. E anche durante la guerra i ragazzi non hanno mai smesso di giocare a calcio”.

Purtroppo però non splende ancora il sole ad Aleppo. Infatti Padre Ibrahim parla anche dei problemi molto seri che tutt’ora vive la Siria: “Per l'acqua che in questi giorni torna a mancare nelle case a causa dell'Isis. C'è però la volontà da parte del governo siriano di fare di Aleppo una città produttiva”.

 

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