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La sostenibilità ambientale dopo la pandemia alla luce della Laudato si'

La Fondazione Centesimus Annus e Snam insieme per una giornata di studio

La terra  |  | Creative Commons CC0 La terra | | Creative Commons CC0

La sostenibilità ambientale è la nuova sfida globale per superare le disuguaglianze. Nella fase post Covid lo sarà ancora di più e il ruolo sociale delle imprese potrà fare la differenza.

È questo lo spirito che ha animato il dibattito promosso dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice e Snam che si è svolto presso il Palazzo del Vicariato Maffei Marescotti a Roma, dal titolo “La sostenibilità ambientale per una società inclusiva nel post pandemia. Una sfida globale per superare le disuguaglianze”.

Presentato anche il libro dell’Amministratore delegato di Snam, la società per le infrastrutture energetiche, Alverà, dal titolo “Rivoluzione idrogeno. La piccola molecola che può salvare il mondo”. Proposito del volume è proprio incoraggiare una riflessione sulla lotta ai cambiamenti climatici, oggi più urgente che mai, anche immaginando soluzioni che promuovano una maggiore equità. Come spiegato da papa Francesco nell’enciclica «Laudato si’», infatti, la transizione energetica e la lotta ai cambiamenti climatici riguardano anche la ricerca di un modello di consumi e di sviluppo più inclusivo e attento alle aree svantaggiate. La crisi ambientale e quella sociale rappresentano due aspetti dello stesso problema, come confermato dai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite

Per vincere la sfida della lotta ai cambiamenti climatici e alle disuguaglianze serve, quindi, un dialogo costante tra tutti gli attori della società per trovare le migliori soluzioni, a partire dal giusto equilibrio tra l’esigenza di garantire i fabbisogni di energia in modo equo, sicuro e a costi accessibili e la necessità di farlo in modo compatibile con l’ambiente.

Dopo i saluti di benvenuto di Eutimio Tiliacos, Segretario Generale della Fondazione Centesimus Annus, sono intervenuti Paolo Garonna, Professore dell’Università LUISS Guido Carli, Marco Alverà, Amministratore Delegato di Snam, e Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. Le conclusioni sono state affidate a Gianni Letta, Presidente di Civita.

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