La storia dei congressi mariologici mariani e del loro fondatore padre Carlo Balić

Da oggi, fino all’11 settembre, il 25’ congresso mariano-mariologico internazionale, promosso dalla Pontificia Academia Mariana Internationalis

Padre Carlo Balic
Foto: Wikipedia
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Da oggi, comincia la quattro giorni del venticinquesimo Congresso Mariologico Mariano Internazionale, promosso dalla Pontificia Academia Mariana Internationalis, guidata dal francescano padre Stefano Cecchin dell’Ordine dei Frati Minori. L’evento - dal titolo “Maria tra teologie e culture oggi” - viaggerà sul web. Giorno conclusivo dell’evento, sabato 11 settembre.

Saranno quattro giorni di intensa attività accademica. L’evento vedrà impegnate trecento realtà mariologiche (tra associazioni e importanti studiosi) di tutto il mondo: dal Brasile al Mexico, dalla Polonia agli Usa.  L’apertura sarà affidata al Cardinal Gianfranco Ravasi - presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, inviato di Papa Francesco - che aprirà l’assise internazionale con un suo intervento e un messaggio del Pontefice. 

La storia dei congressi mariologici è affascinante e si sviluppa nell’arco di molti anni.                

I congressi, prima del 1950, avevano solamente la seguente dicitura: “Congressi mariani”. Il primo, avvenne a Lione nel settembre del 1900. Il termine “mariologico” sarà aggiunto, successivamente, dal primo Presidente dell’Academia Mariana, il francescano Carlo Balić che - finiti i due conflitti mondiali - chiese alla Santa Sede di ripristinare i congressi.

Fu in quell’occasione che venne aggiunto il termine “mariologico”. Padre Balić, dell’Ordine dei Francescani Minori - infatti - riunì a Roma dal 23 al 28 ottobre 1950 il “ I Congresso Mariologico Internazionale” e dal 29 ottobre al 1° novembre l’ “VIII Congresso Mariano Internazionale”. Incontri che ebbero una portata mondiale vista la presenza attiva delle società mariologiche nazionali e di importanti teologi internazionali. Il titolo scelto fu “Alma Socia Christi”. Il congresso fece un votum affinché la dottrina sulla mediazione di Maria potesse giungere ad una definizione dogmatica. Il Congresso si concluse in Piazza San Pietro con la definizione dogmatica dell’Assunzione di Maria in Cielo. 

 Padre Carlo Balić e l’Academia Mariana: una storia affascinante, tutta da raccontare.                 Balić rappresenta - per il secolo scorso - un caposaldo della scienza mariologica. Caratteristica particolare dei suoi congressi, il loro aspetto strettamente scientifico-teologico. Questi congressi divennero le sedi ufficiali e internazionali per dibattere problemi e concordare soluzioni per le questioni mariologiche. Grazie a questa nuova impronta, padre Balić contribuì notevolmente allo sviluppo degli studi e delle ricerche storiche in merito alla mariologia. 

Le città che - nel corso degli anni - hanno ospitato i vari congressi offrono la possibilità di comprendere la portata internazionale della Pontificia Academia Mariana Internationalis: Lourdes (1958); Santo Domingo (1965); Lisbona (1967); Zagabria (1971); Saragozza (1979); Malta (1983); Kevelaer (1987); Huelva (1992); Czestochowa (1996); Roma (2000, 2004, 2012) e Fatima (2016). 

Ma chi era padre Carlo Balić? Il frate francescano nasce in un’umile famiglia di contadini, il 6 dicembre 1899, nel villaggio di Katuni, paese della Croazia.  Al fonte battesimale, gli verrà dato il nome di “Lovre”, Lorenzo. Viene - fin da piccolo - educato alla fede, tanto da essere ammesso alla prima Comunione e alla Cresima a soli sette anni: segni  e semi di una chiara vocazione al servizio di Dio. Tredicenne,  entrò nel Seminario minore dei Frati Minori a Sinj.    

In questo luogo, rimase per cinque anni, formandosi alla sequela di San Francesco. Scoppia, poi, la prima guerra mondiale. Invece di prestare servizio militare, viene mandato dai suoi superiori a Visovac: inizia - così - per lui il noviziato. E’ alla festa della Candelora, della Presentazione di Gesù al Tempio - il 2 febbraio 1917 - quando Carlo entra nell'ordine dei Frati Minori. Inizia l’incontro - sempre più approfondito - con la spiritualità francescana e mariana.

E’ una mente brillante, arguta, Carlo, dalla personalità forte e ricca di carismi. I suoi studi universitari all'Università Cattolica di Lovanio sono incentrati - soprattutto - su uno dei più importanti teologici della Vergine Maria, Duns Scoto.  La sua preparazione filosofica e teologica lo porterà ad essere nominato professore all'istituto filosofico-teologico di Makarska dove insegnò - per sei anni - teologia morale e pastorale.  Fonda, proprio in quegli anni, una collana di studi Mariani, la Bibliotecha mariana medii aevi.  Arriverà a Roma nel 1933, presso il Collegio internazionale Sant'Antonio, l’Antonianum.

Saranno gli anni della sua permanenza romana ad essere i più significativi non solo per la biografia personale di Balić, ma per l’intera attività accademica dell’ “Antonianum”. La sua multiforme attività nell’istituzione romana, lo vedrà - infatti - impegnato non solo come professore, ma anche come studioso, editore, consigliere di facoltà,  e - soprattutto - organizzatore:  ricoprirà i ruoli di Rettore Magnifico del Pontificio Ateneo Antonianum; Presidente della Commissione per l'edizione critica delle opere di Duns Scoto; fondatore e Presidente della Pontificia Academia Mariana che - con il suo prezioso contributo - diverrà l’istituzione internazionale ufficiale per gli studi teologici sulla Vergine Maria. 

 

 

 

 

 

 

 

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